Consueto appuntamento annuale con il volume con cui Panini raccoglie i due omologhi statunitensi che celebrano Halloween. Già i titoli degli originali mi mettono di buon umore. I know what you did last Crisis non gioca solo sulla citazione del film ma verte proprio sulla celebre Crisis on Infinite Earths e quelle successive.
Si comincia male, con una storia di Batgirl ambientata proprio in quel fatidico 1985 che di horror non ha niente e Cavan Scott gioca coi facili buoni sentimenti. Non male però i disegni di Ario Anindito.
Ashley Allen imbastisce finalmente una storia abbastanza congruente con Halloween: durante La Notte Finale Black Canary deve vedersela con un villain a lei speculare (una banshee col proverbiale urlo) che ha dato filo da torcere anche a Superman, ma deve farlo con il gas della paura dello Spaventapasseri in circolo e quindi lo scontro è puntellato di visione orrorifiche. Non male come storia e l’accoppiata José Luís (matite) e Jonas Trindade (chine) fa un buon lavoro.
La storia successiva è poco comprensibile a chi come non conosce i retroscena di Ora Zero. O meglio, è comprensibilissima ma manca tutto il sottotesto che viene richiamato: alcuni degli eroi della vecchia Justice Society of America affrontano le avvisaglie di quel cross-over e tutto si risolve lì, anche qui senza troppi elementi che facciano pensare ad Halloween. Boh, forse Matthew Levine voleva solo omaggiare i supereroi d’antan. Jordi Tarragona ai disegni indulge troppo nel pupazzettistico per i miei gusti.
Lo Spaventapasseri ritorna in una storia di Rachel Pinnelas e Will Robson che ha un minimo di mood essendo ambientata in una serata cinematografica halloweeniana (e durante La Notte più oscura ma questo è determinante solo alla fine). In pratica è poco più che una disquisizione sugli effetti della paura sulla psiche e anche sul fisico, ma in fondo è condotta con maestria e ho trovato simpatico il sistema con cui la sua fidanzata salva il ragazzo vittima del gas. I disegni però non mi hanno convinto molto.
La penultima Crisi la conosco: è la Crisi Finale scritta da Morrison. Il protagonista è un Lex Luthor un po’ fuori di testa che parla del suo ruolo con un immaginario Superman che alla fine sarà la chiave per ribaltare i piani del villain Libra che con il supporto di Darkseid aveva devastato la Terra ma al contempo anche reso suoi sottoposti gli altri supercattivi. Si legge con piacere anche perché Dave Wielgosz ci ha messo un po’ di umorismo. I disegni di Sid Kotian sono molto personali, il che non è necessariamente un bene: il volto di Superman è inguardabile.
L’altra antologia qui raccolta, Zatannic Panic!, presenta la maga dell’universo DC solo nel calembour del titolo e nella prima storia. Questa altro non è che la descrizione della lotta di Zatanna contro un altro mago a me sconosciuto proprio mentre sta tenendo uno spettacolo, ma Lyndon Radcehnka rende avvincente la vicenda giocando coi flashback e il sense of wonder delle immagini illusorie evocate da Brother Night. Ma quello che mi ha davvero stupefatto sono i disegni piacevolmente demodé di John McCrea, quello che invece disegnò malamente Hitman! Che sia un altro McCrea?
Molto bella la storia successiva scritta da Daniel Warren Johnson, in cui ad Halloween dei bambini vengono mandati a fare dolcetto o scherzetto da soli dai loro genitori intontiti dalla tv e dalle notizie orribile che trasmette. Il loro obiettivo è la casa di Plastic Man, la cui generosità non è però disinteressata: i suoi dolciumi fanno liquefare i corpi dei bambini per poi fonderli con il suo, in una inaspettata virata body horror. Chiaramente tutto è finalizzato a sconfiggere il villain di turno, un esserino nero a me sconosciuto che a sua volta assembla tra di loro corpi umani. Inizialmente ho trovato respingenti i disegni di Riley Rossmo, tra il grottesco e il cartoon, ma in effetti è stata la scelta giusta per questo tipo di storia.
Altro recupero di un personaggio classico nella storia dopo, che ha per protagonista Demon (Jason Blood/Etrigan), che siccome pure io conosco immagino non sia così ascoso come Warlord. Il tutto si riduce a uno scontro un po’ splatter (tanto i coinvolti non sono umani) tra Etrigan e Malgra, diavolessa che attacca il Demone perché a sua insaputa è diventato re dell’inferno e adesso c’è una taglia sulla sua testa. Lo sceneggiatore Cavan Scott risolve la cosa in modo intelligente, Don Aguillo dipinge delle tavole digitali che fanno veramente la loro porca figura.
Finalmente questa catena di eccellenza viene interrotta da Andrew MacLean (non mi pareva vero di aver speso tante buone parole per dei fumetti di supereroi), che scrive e disegna una storia di Swamp Thing con John Constantine infettato dalla licantropia. Soluzione abbastanza ben architettata ma tutto sommato assai semplice (per chi gioca di ruolo, poi, era scontata), disegni talmente rudimentali e infantili da rendere ridicole le parti che avrebbero potuto essere drammatiche.
Zatannic’s Panic! si chiude con una storia metanarrativa di Ambush Bug scritta da Callie C. Miller e disegnata schematicamente da Megan Huang, in cui il Deadpool di casa DC se ne va in giro per le storie precedenti (e non solo in quelle) consapevole di trovarsi in un fumetto.
Tra le altre “antologie di antologie” (quella del 2024 e quella del 2025) questa brilla per schizofrenia. I know what you did last Crisis non è nemmeno una raccolta da Halloween, avrebbe potuto essere pubblicata in una qualsiasi altra occasione e nessuno avrebbe notato la differenza. Inoltre la qualità non è molto elevata, ulteriormente abbassata dalla necessità di avere un minimo di infarinatura sulla storia degli eventi dell’universo DC per godersela appieno. Zatannic Panic! forse a sua volta non centra del tutto il bersaglio della ricorrenza, ma pur con un paio di lavori nettamente sotto la media presenta alcuni dei fumetti migliori visti in queste sedi.








