Che cosa sono le nuvole
venerdì 16 ottobre 2026
mercoledì 14 ottobre 2026
Bien joué , Cat Odique !
Il Metal Hurlant francese degli anni ’80 non era esattamente quello che ci si poteva aspettare, o almeno che mi sarei aspettato io: poche storie a continuazione (meno di quelle che avrei voluto), tanto umorismo (troppo per i miei gusti) e recensioni su recensioni di film, romanzi, dischi e fortunatamente anche fumetti – ma secondo me troppo poche per una rivista a fumetti. Già sul finire del decennio precedente si intravedeva questa tendenza, probabilmente per l’ingresso in redazione di Philippe Manoeuvre – che non si scrive così ma non trovo il carattere speciale relativo. Recensivano anche programmi televisivi e sul numero 40 dell’aprile 1979 l’ostilità verso l’ormai impellente e incontrollabile invasione nipponica (intrisa di uno sciovinismo che sfocia nel razzismo e che ormai mi pare non sia più di casa all’Esagono) è qualcosa che mi ha scaldato il cuore. Certo, poi la Storia è andata come sappiamo.
Io non ricordo di aver mai visto questo Spectreman, forse non è arrivato in Italia?
lunedì 12 ottobre 2026
Le serie di Robin Wood inedite in Italia: Se busca una Secretaria (1992)
Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai consolidata ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.
Se busca una Secretaria
Pochade in quattro episodi, demodé ma molto divertente. Un’agenzia pubblicitaria romana viene gestita quasi esclusivamente dal serissimo Enzo Valli perché suo fratello Luigi si dedica alla bella vita tra feste, donne e jet set. L’assunzione di Paola, nuova segretaria personale di Luigi, potrebbe fornire la soluzione per responsabilizzarlo: Enzo la incarica di farlo innamorare di lei e di condurlo a nozze – la madre gli ha infatti confessato che anche il loro padre aveva il carattere di Luigi ma proprio il matrimonio gli fece mettere la testa a posto. Per Paola non dovrebbe essere un compito difficile visto che sembra già provare qualcosa per Luigi: nella sua valigetta Enzo ha trovato dei ritagli di giornale che parlano proprio del suo fratello festaiolo.
E invece sarà tra Enzo e Paola che scatterà una scintilla e
questo complicherà le cose fino alla rivelazione di chi è in realtà Paola, che
oltretutto frequenta regolarmente un altro misterioso uomo che però dice essere
solo un amico. La trama è oggettivamente banale, chissà quanti film e quanti
testi teatrali avranno avuto lo stesso canovaccio. Wood però crea delle
situazioni molto divertenti condite da dialoghi eccezionali. E la rivelazione
di chi sono le vere menti dietro a tutta questa farsa è un grandissimo tocco di
classe, poco importa se forse nemmeno questa poi così originale.
Vogt disegna dei “faccioni” eccezionali, peccato però che trascuri il resto.
Probabilmente un’opera minore tra quelle di Wood, ma una di quelle che hanno il grandissimo pregio di far terminare la lettura col sorriso sulle labbra.
sabato 10 ottobre 2026
Pinocchio - Il bambino che non sapeva dire le bugie
Le inversioni semantiche a scopo parodistico o polemico dei capisaldi della letteratura non sono certo una novità e ovviamente anche il classicissimo di Collodi ne ha già conosciute. In questa rilettura di Maicol & Mirco Pinocchio è un bambino talmente bravo e diligente da non avere nemmeno bisogno di genitori per esistere. Tanta bontà è invisa al mondo e soprattutto alla malvagia Fata Turchina che per dispetto lo trasforma in un burattino di legno. Il vecchio malvissuto Geppetto gli trasmette il desiderio di farla finita con una vita inutile ma il primo tentativo azzardato di farsi mangiare da un pescecane («o era una balena?»; bien joué, Maicol & Mirco!) si rivela infruttuoso e da lì in poi sarà una sarabanda di reinterpretazioni delle sequenze e dei personaggi collodiani con esiti a volte esilaranti nonostante il sottofondo nichilista che permea l’opera.
Dopo asini che diventano studenti diligenti, zecchini che generano alberi, medici animali di rara umanità e quant’altro Pinocchio troverà a malincuore la sua vera essenza: in un finale un po’ buddista e un po’ ecologista si ricongiungerà con la mamma, che poi è la madre di tutti noi.
Pinocchio – Il bambino che non sapeva dire le bugie non è un fumetto ma un racconto illustrato. Come tale le immagini non sono indispensabili alla sua comprensione. Ci sono dei punti in cui hanno un’importanza maggiore (ma nemmeno lì più di tanto) come l’avvicinarsi delle sagome del Gatto e la Volpe che salvano Pinocchio o la sequenza muta finale nella foresta, ma si può benissimo limitarsi a leggere il testo. E forse il godimento ne trarrebbe beneficio. Lo stile con cui Maicol & Mirco disegnava Vetro Infrangibile su Hobby Comics è solo un ricordo. Anche se quei suoi personaggini erano ameboidi almeno li disegnava con una certa attenzione, li inchiostrava con cura e non lesinava sui retini. Questo suo Pinocchio è invece disegnato con il più moderno stile delle vignette che con rara onestà chiama col nome che meritano: scarabocchi.
giovedì 8 ottobre 2026
martedì 6 ottobre 2026
Le serie di Robin Wood inedite in Italia: Star Wars - La Guerra de las Galaxias (1978)
Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai consolidata ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.
Star
Wars – La Guerra de las Galaxias
In generale non si potrebbe parlare di serie per delle trasposizioni di opere che nascono come autoconclusive, né le tempistiche produttive del cinema permetterebbero una pubblicazione ravvicinata di uno o più sequel (non negli anni ’70, comunque). Ma ci sono delle eccezioni come la saga dei Rocky di Stallone. E anche La Guerra de las Galaxias rientra nella categoria, visto che ne venne pubblicata tutta la prima trilogia filmica. Wood si trovò quindi inconsapevolmente a scrivere il primo episodio di una serie.
Guarda caso, Kenobi risiede poco distante e andando a cercare Artoo scappato proprio per raggiungerlo anche Luke e Threepio lo trovano. Kenobi conosceva il padre di Luke e gli fornisce la spada laser del genitore. Recapitata la richiesta di intervento al generale Kenobi da parte di Leia, non mi è molto chiaro come tutti capiscano al volo che è tenuta prigioniera proprio nel satellite/arma. Sarà perché Kenobi è un adepto della «Fuerza», un’entità sincretica che non provo neanche a capire cos’è vista l’aura magica che la circonda. Assoldato quindi il pilota (e mercenario e contrabbandiere e chissà cos’altro) Han Solo, il gruppo si getta nelle fauci del lupo e con uno stratagemma riesce a salvare Leia. Kenobi però muore trafitto da Darth Vader – il giovane Luke lo ha distratto in un momento importante del duello a suon di spade laser.
Lascio agli appassionati di Star Wars il piacere e/o l’onere di confrontare questa versione con la matrice filmica. Per quel che mi pertiene posso dire che il concetto molto rudimentale alla sua base (il bene assoluto contro il male assoluto) si sposa perfettamente con la poetica di Wood, che con un bel tocco di classe esordisce con una didascalia magniloquente che riprenderà poi alla fine aggiornandola a seguito degli eventi narrati. Non manca nemmeno un pizzico di ironia, anche se così a memoria non saprei dire se c’era già nella versione cinematografica.
Le tavole di Ricardo Villagran sono al solito molto belle, può essere spiazzante vederlo alle prese con astronavi e alieni piuttosto che con guerrieri dell’antichità (Mark era sì fantascienza ma “urbana”) ma lui o il suo studio se la cava bene anche disegnando dettagli tecnici e distese siderali. La somiglianza con gli attori mi sembra azzeccata, nonostante i principali interpreti fossero all’epoca pressoché sconosciuti. Ovviamente le fattezze di Carrie Fisher sono un po’ addomesticate per non rischiare (Enrique Lipsyzc docet) che a voler caratterizzare troppo una donna la si finisca per abbruttire.
Come detto sopra, La Guerra de las Galaxias fu il primo episodio di quella che seguendo il ritmo della trilogia filmica divenne inevitabilmente una vera e propria serie (o miniserie, se vogliamo). Il seguito El Imperio contraataca vide la luce anch’esso dopo un anno dall’uscita ufficiale del relativo film; a curare l’adattamento stavolta furono Fred W. Seymour (cioè Alfredo Grassi) e Simon Gneiss (Eduardo Barreto). Anche El Regreso del Jedi conobbe una sua versione a fumetti su Fantasía ma stavolta la politica della Columba cambiò drasticamente, forse perché George Lucas trovò da ridire sulle versioni apocrife della sua gallina dalle uova d’oro. Del terzo capitolo della trilogia venne infatti pubblicata la versione ufficiale targata Marvel adattata in quattro comic book da Archie Goodman e Al Williamson.
domenica 4 ottobre 2026
Relatos del Nuevo Mundo 23: Expediciones al Pacifico - La Adelantada de los Mares del Sur
Accanto a volumi dal taglio più popolare (cosa che non esclude ampi margini di manovra nei testi) come quelli di Gillon e Fernandez la collana dei «Relatos del Nuevo Mundo» ha presentato opere dalla forte connotazione autoriale come questa: il compianto Carlos Nine aveva una personalità grafica esplosiva e forse poco “potabile” per il grande pubblico. Eppure venne scelto per questa collana che immagino abbia avuto un’amplissima diffusione.
Expediciones al Pacifico narra di come Alvaro de Mendaña (mai coperto) guidò dal Perù varie esplorazioni marittime per ritrovare e colonizzare le isole dove era approdato vent’anni prima, le Salomone. Impresa tutt’altro che facile perché nessuna delle molteplici isole che trova sulle sue rotte si rivelano essere quelle giuste e i rapporti coi nativi sono molto problematici. Al seguito ha la consorte Doña Isabel Barreto e qualche altro uomo fidato, ma il malcontento dell’equipaggio rischia più di una volta di sfociare in ribellione. Per fortuna l’approdo su un’isola vulcanica placa gli animi, peccato che neanche quella sia la meta sperata. E anche quando le cose sembrano mettersi al meglio, ovvero viene fondata la colonia di Santa Cruz, l’indisciplina sfocia nella lotta contro gli indigeni in spregio a quanto imposto da Mendaña. Senza più l’appoggio degli indios di Malope, assassinato, la colonia versa in condizioni drammatiche e una volta morto Mendaña la responsabilità del governo ricade su Isabel, che diventa quindi la Adelantada del titolo.
Non è facile riassumere un’odissea che si svolge dal 1567 al 1596 nella canoniche 46 tavole di un albo alla francese e Jorge Zentner sceglie giustamente di riassumere certe sequenze con didascalie. Non si tratta però di un approccio valvolinico: i testi non si limitano ad accompagnare i disegni ma dialogano con loro. Inoltre molte sequenze sono interamente mute, non mancano parti dialogate e su tutta la storia aleggia la presenza di un narratore misterioso che racconta la vicenda e dice di trovarsi all’interno di un baule. La rivelazione di cos’è mi ha un po’ deluso, ma forse per un lettore spagnolo riveste una certa rilevanza simbolica.
I disegni di Carlos Nine sono una delizia. I suoi corposi e accesi acquerelli e le sue anatomie a volte caricaturali senza mai diventare ridicole riescono a smorzare la drammaticità delle sequenze più cupe in cui la violenza, la fame, la morte o la malattia la fanno da padrone. A causa delle ricordata necessità di sintesi Expediciones al Pacifico si legge piuttosto rapidamente, il che può essere un incentivo a soffermarsi poi con calma sulle vignette di Nine.
Introduzione e «referencia historica» di Roberto Ferrando.









