Simpatico gioiellino rinvenuto nella Self Area. I protagonisti sono funghi antropomorfi in un mondo post-atomico dove permangono moltissime vestigia degli umani che in particolare uno di loro, Mino, cerca e vorrebbe preservare. In effetti i protagonisti sono un trio, composto anche da Faf e Oni: tre giovinastri che si atteggiano un po’ a rapper e parlano con uno slang per l’appunto giovanile. Questa la situazione di partenza, perché una volta trovato il favoleggiato mare proibito di cui tanto hanno sentito parlare si accorgono troppo tardi che è salato e il trio diventa un duo… Poco male: i superstiti si salvano dalle meritate ritorsioni approfittando della credulità popolare – e di una nuvola che ha provvidenzialmente assunto la forma giusta.
Fun!ghetti è insomma un fumetto basato sullo humour nero che diverte sia per le originali trovate dell’autrice che per il cinismo con cui infioretta alcune sequenze. Sostanzialmente le trame riguardano l’esplorazione della Terra post-apocalisse e l’interpretazione assurda (o l’utilizzo incongruo) che i protagonisti fanno dei reperti che rinvengono, dai libri di cucina fino ai dischi in vinile e gli ammennicoli dei pornoshop. Non aggiungo altro per non rovinare la lettura, anche perché queste 36 pagine raccolgono solo tre episodi e di conseguenza mi sa che ho anticipato anche troppo. Ovviamente un meccanismo narrativo che si basa sulla reiterazione dello stesso spunto (rinvenire cose del passato ed equivocarne la funzione) potrebbe finire per stufare, ma è un vero peccato che al momento non siano stati realizzati che questi tre episodi perché la serie secondo me aveva ancora molte potenzialità. Questo fascicolo è datato maggio 2025 e se allo stand Slow Comix non ho trovato un Fun!ghetti 2 immagino che non ne siano stati prodotti altri episodi. Ribadisco: peccato.
I disegni di Lina Coppola sono una delizia. Il suo tratto molto modulato rende le tavole estremamente espressive e dinamiche; inoltre l’apparente innocenza di questi buffi personaggi crea un bel contrasto con le vicende che vivono. E che bei colori.
Come spesso avviene, questo fascicolo spillato autoprodotto venduto a 5 euro si pone sia dal punto di vista tipografico che cartotecnico (la copertina è in cartoncino plastificato, le pagine in carta patinata) a un livello più alto di quello che oggidì riescono a fare case editrici blasonate.



