Ecco un fumetto onesto: offre esattamente quello che il titolo promette (almeno a livello concettuale), cosa per niente scontata nel mercato statunitense. La Cosa ritorna sulla terra dopo una missione spaziale in solitario. Ad accoglierlo c’è un missile che punta proprio contro di lui. Come se non bastasse, gli altri membri dei Fantastici Quattro gli si gettano contro. In realtà si tratta di robot coi poteri degli originali, di cui Ben Grimm ha facilmente ragione. Solo che poi anche Iron Man lo attacca con tutto il suo arsenale, rivelandogli che l’intera popolazione è stata sostituita da robot che vogliono farlo fuori!
Parte quindi un massacro sviluppato tramite splash pages e tavole doppie, con derive vagamente splatter: i robot hanno in circolo un fluido grigiastro che schizza dagli arti strappati e dagli orifizi dei loro resti mutilati e finisce per imbrattare la Cosa. La creazione di un cast di replicanti permette a Ryan North di non farsi troppi problemi di continuity (mi pare che i finti supereroi abbiano costumi o identità di epoche diverse) e di calibrare i poteri dei personaggi come meglio gli aggrada: teoricamente sono meno potenti degli originali, nei fatti la lotta si conclude con Fenice che getta addosso alla Cosa la luna.
La mente dietro questa sarabanda è uno dei primissimi nemici dei Fantastici Quattro, quello talmente ridicolo che non ricordo se l’aneddoto a lui legato si limitava alla caterva di lettere di protesta giunte alla Marvel o se in effetti Lee e Kirby chiesero pubblicamente scusa per la sua creazione. Per quanto semplice e farsesco, il finale è piuttosto divertente e non è obbligatorio vederci una riflessione metanarrativa, per quanto possa prestarsi.
Come detto sopra, La Cosa vs. l’Universo Marvel si sviluppa interamente tramite splash pages e tavole doppie; non poche presentano sullo sfondo un edificio o qualche altro elemento per costruire una prospettiva ardita che rende più coinvolgenti quelle che in sostanza sono delle pin-up. Estrapolandole quindi dai vincoli narrativi, si può dire che le immagini raffigurino dei veri scontri tra la Cosa e il resto del cast, anche se i suoi avversari non sono tecnicamente gli originali. Alle matite Ed McGuinness non è certo Bryan Hitch o Gary Frank ma tutto sommato fa un buon lavoro, forse grazie al supporto di Mark Farmer alle chine (i colori sono di Marcio Menyz). Io almeno me lo ricordavo fastidiosamente caricaturale, cosa che qui è molto limitata se non un po’ nelle smorfie di Hulk. E comunque per una storiellina così scanzonata Hitch o Frank non sarebbero forse stati adatti.
Ovviamente bisogna stare al gioco per godersi questo fumetto, ma se lo si prende per quello che è saprà essere piuttosto godibile. E tutto sommato 6 euro per una sessantina di pagine a fumetti non sono nemmeno tanti di questi tempi, almeno per gli standard attuali della Panini.




