Che cosa sono le nuvole
martedì 25 agosto 2026
domenica 23 agosto 2026
Le serie di Robin Wood inedite in Italia: Andrea Ney (1989)
Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai non più ipotetica ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.
Andrea Ney
In questo excursus si sono avvicendate situazioni di tutti i tipi: personaggi che sono diventati titolari di serie praticamente per caso, serie vere e proprie che venivano fatte passare per unitarios, potenziali saghe che si sono fermate dopo pochi episodi o addirittura uno solo, serie surrettizie ideate a tavolino per smaltire materiale altrimenti non pubblicabile. Stavolta la situazione è ancora differente e probabilmente determinata solo da un errore redazionale. Nella prima tavola di questo fumetto campeggia la sigla «E-1» con cui la Columba indicava il primo episodio di una serie, ma la storia in sé sembra perfettamente conclusa senza necessità di ulteriori sviluppi.
Nello specifico, Andrea Ney è una storia edificante con elementi un po’ bizzarri. La protagonista non è tanto la scrittrice cui è dedicato il titolo quanto la giornalista Danielle cui viene affidato l’incarico di intervistarla. Un onore mica da poco: la Ney vive infatti da reclusa da quando un incidente stradale la privò di una gamba distruggendo la sua carriera di sciatrice olimpica e persino la sua vita sentimentale, che però fu lei stessa a sabotare. Anche dopo una lunga ed estenuante riabilitazione per imparare a usare una protesi Andrea Ney rifiuta di farsi vedere in pubblico.
Dettaglio un po’ surreale, a travolgerla fu un criminale (Reno Dargaud, tanto per omaggiare un attore e un editore francesi) che perse così il bottino e finì in carcere e da allora ritiene che la Ney lo abbia maledetto visto che è pure malato terminale. Decide così di vendicarsi e seguendo Danielle va ad ammazzare la scrittrice menagrama, illudendosi che la sua morte possa guarirlo – al pari dei lettori perplessi anche i suoi complici lo ritengono matto e lo abbandonano.
Storia edificante sull’accettazione di sé, dicevo. Il cattivo muore ma almeno lascia una lezione: inutile incolpare gli altri di quello che si è diventati e chiudersi in se stessi rifiutando il mondo e il rischio di essere feriti ancora. Oh, che profondità.
Ora, è vero che alla fine Andrea Ney dichiara di voler cominciare una nuova vita ma mi sembra più che altro la constatazione di aver superato il blocco che la tratteneva e non una dichiarazione di intenti sul fatto che avrebbe vissuto nuovi episodi, nonostante l’«E-1» in prima pagina. E se anche il progetto fosse stato davvero di farne una serie, comunque non si è concretizzato.
L’atroce Ascanio disegna come lo ricordavo in Clochard, cioè male. Quelle poche inquadrature e anatomie che imbrocca sono vanificate dall’imprecisione e la faciloneria con cui disegna tutto il resto.
giovedì 20 agosto 2026
Batman/Scooby-Doo! vol. 5: Gargoyle e Pipistrelli
Nuovo trittico di team-up tra i due brand di proprietà DC/Warner.
La prima storia, sceneggiata dall’habitué Sholly Fisch è decisamente originale: a Gotham gente a caso si trasforma in gargoyle! O meglio, come specifica Velma, in grottesche. La soluzione del mistero vede un nemico classico di Batman (che qui agisce insieme a Robin e con l’aiuto di Oracolo) ed è veramente ben congegnata con dei dettagli raffinati e le giuste motivazioni per il villain. Il tutto arricchito da inside joke sulle mitologie di Batman e della Misteri & Affini. Il problema è che i disegni di Megan Huang sono atroci. Capisco ovviamente che si possa scegliere uno stile semplice e stilizzato, ma qui siamo proprio a livello dilettantesco, e il grande formato scelto da Panini sottolinea le carenze anatomiche, prospettiche e compositive della Huang.
Matthew Cody scrive la seconda storia che si riallaccia a un episodio della serie televisiva: Batman ha chiamato i ragazzi a raccolta per rinvenire l’antidoto del siero di Mister Hyde, che potrebbe costituire la liberazione del Dottor Kirk Langstrom dal fenomeno che lo trasforma in Man-Bat. L’esplorazione del castello di Hyde è ricca di situazioni slapstick che probabilmente avrebbero reso di più in versione animata. Comunque non mancano battute simpatiche e la trovata originale di smascherare il “cattivo” fuori scena contravvenendo ai cliché della serie. I disegni di Puste non sono al livello di quelli degli altri disegnatori della serie, ma sempre meglio della Huang.
La terza storia è opera di Amanda Deibert e Dario Brizuela e vede la Misteri & Affini prendere parte a una gara di detective, ignorando che si tratta di una trappola e che Batman in persona li arresterà per furto! La trama procede tra situazioni e dialoghi divertenti ed è anche nobilitata dal recupero filologico di un villain misconosciuto – io almeno non ricordo di averlo mai visto. Ovviamente il veterano Brizuela, pur coi limiti che gli avevo riscontrato, fa un lavoro molto migliore rispetto a quello di Puste e Megan Huang.
Pur indirizzata a un pubblico infantile (o forse proprio per questo) la serie si conferma ben architettata e divertente. Peccato che questo volume in particolare sia stato penalizzato da disegnatori scarsi.
mercoledì 19 agosto 2026
Ricevo e diffondo
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CAMPFIRE SUMMER TICKETS 2026 LUCCA COMICS & GAMES PER I SUOI 60 ANNI FESTEGGIA CON I CAMPFIRE, LA RETE DI FUMETTERIE E LIBRERIE SPECIALIZZATE CHE PORTA TUTTO L’ANNO LUCCA OLTRE LUCCA
Dal 28 al 31 agosto un’opportunità esclusiva: saranno disponibili biglietti e abbonamenti della prossima edizione di Lucca Comics & Games a prezzo Early Bird
Lucca, 19 agosto 2026 - Al via la campagna “Campfire Summer Tickets 2026”, i quattro giorni di fine estate - dal 28 al 31 agosto - che Lucca Comics & Games dedica anche quest’anno ai clienti della rete Campfire - la rete presente in tutta Italia di fumetterie, librerie e negozi specializzati - con l’esclusiva opportunità di acquistare biglietti e abbonamenti con lo speciale prezzo Early Bird. Al termine di questa breve finestra di tempo, il 1° settembre, aprirà la biglietteria ordinaria dell’edizione LEGACY 2026.
Per il suo anniversario Diamond Lucca Comics & Games conferma la speciale occasione rivolta a coloro che frequentano i Campfire, gli oltre 100 negozi specializzati in fumetto, giochi, narrativa fantasy, veri e propri avamposti della manifestazione, diffusi in tutta Italia, che sono presìdi della cultura pop per tutto l’arco dell’anno e che vedranno il loro apice nei giorni dal 14 settembre al 10 ottobre con eventi, iniziative, attività ed esperienze volti ad anticipare l’atmosfera unica del festival. L’elenco dei campfire aderenti è sul sito https://lucca2026.luccacomicsandgames.com/it/campfire. Chi vorrà potrà dunque recarsi nel proprio negozio di fiducia, fare qualunque tipo di acquisto e ricevere il codice con cui accedere all'esclusiva vendita Early Bird di biglietti o abbonamenti sul sito di Ticketone. Coloro che arriveranno per primi ai campfire riceveranno gadget esclusivi, da matite a segnalibri, bicchieri da viaggio, sacche zaino, tovaglie e torri lancia dadi e non solo, realizzati per l’occasione e disponibili fino a esaurimento scorte.
La “Campfire Summer Tickets 2026” sarà attiva a partire dalle ore 10 a.m. del 28 agosto fino a tutto il 31 agosto. Il giorno dopo, il 1° settembre, aprirà la biglietteria ordinaria per biglietti giornalieri e abbonamenti a prezzo di listino.
Per maggiori informazioni sui biglietti è possibile consultare il sito ufficiale e il servizio di Help Desk disponibile al link https://luccacrea.zendesk.com/hc, oppure scrivere all’indirizzo email helpdesk@luccacomicsandgames.com
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lunedì 17 agosto 2026
Le Dessin
Ho già detto dei vantaggi di avere amici che per lavoro girano per i paesi francofoni e se ne tornano con qualche volume per il sottoscritto. Non che ci sia sempre da festeggiare e in effetti ad aprire questo tomo, inusitatamente pubblicato in grande formato da Delcourt nel 2001, già subodoravo la fregatura. Nomme de Dieu, uno di quegli atroci non-fumetti alla Loustal con due vignettone per pagina e le didascalie in calce! Ma à cheval donné… e poi questi post-cuscinetto sono comunque una boccata d’ossigeno per il blog. Superata l’avversione istintiva mi sono quindi dato alla lettura di questa valvolinata.
Emile ha avuto istruzioni postume dal suo amico testé deceduto Edouard di recarsi in un suo pied-a-terre e prendere una delle molte opere d’arte ivi contenute. La scelta di Emile cade su una incisione apparentemente di scarso interesse, ma forse Edouard ha guidato dall’aldilà la scelta di Emile: la lettera che gli ha fatto recapitare nascondeva infatti l’acronimo REFLECTION che è appunto il titolo dell’opera. Guardandola con maggiore attenzione Emile scopre che il disegno nasconde un sacco di dettagli, tra cui addirittura il suo stesso riflesso in uno specchio. Ossessionato dall’opera (Emile è un pittore, anche se non usa il colore) decide di farne una versione ingigantita per coglierne tutti i particolari. E questa sarà la sua fortuna: ispirandosi ai vari elementi del disegno produce dei quadri che hanno un enorme successo. Passano gli anni e ormai sente di aver esaurito le possibilità di sfruttare Reflection ma un’ulteriore analisi dell’incisione e la conseguente applicazione dei risultati allo studio della volta celeste gli daranno l’indizio per far ricomparire (a colori) Edouard.
Da quanto leggo, Marc-Antoine Mathieu è un autore che ama sperimentare e giocare con le immagini e i formati (forse qualcuna delle sue ultime trovate l’ho pure intravista su qualche CaseMate). Bene. Però questa storiella, per quanto suggestiva, poteva comodamente essere sviluppata in meno delle 37 tavole che la compongono, e che si leggono in un lampo, anche perché c’è ben poco da ammirare nei disegni. Al di là del fatto che per elaborare delle immagini nascoste bisogna padroneggiare più di così il tratto e la composizione, nel mercato franco-belga di 25 anni fa sarebbe stato d’uopo sfoderare un disegno molto più ricco, più elaborato e in definitiva più bello da ammirare. Non che Mathieu sia male come disegnatore, ma la sua disarmante sintesi schematica in cui a tratti si ravvisa Muñoz e a tratti Tardi fa passare ogni voglia di tornare a rimirarsi le tavole, per quanto importanti per capire la “trama”. E i giochi di parole dei titoli dei capitoli (Le Dessin – Le Destin – Le Dessein) sembrano un tentativo di dare dignità letteraria a un genere, il fumetto, che in realtà disprezza profondamente.
Le Dessin è quantomeno un oggetto curioso. Non proprio originale ma curioso sì. Certo, se ci avessi speso in prima persona dei quattrini il mio parere sarebbe stato meno positivo di quello che comunque non è.
venerdì 14 agosto 2026
Justice League Unlimited vol.1: Inferno
Ahia. Ancora quell’impressione di essere entrato in sala a film iniziato. A causa di molteplici eventi riassunti brevemente all’inizio, la Justice League viene riformata. Ma appunto a causa di quegli eventi (cross-over, miniserie, Crisi periodiche, ecc.) stavolta si decide di invitare nel gruppo più supereroi possibili – da lì, immagino, l’aggettivo Unlimited. Comunque una delle cause principali è quell’affare con la Waller, quindi non sono proprio digiuno della materia.
Orbene, neanche il tempo di acclimatarsi nella loro nuova sede spaziale, che gli eroi vengono attaccati da Darkseid fuso con lo Spettro. Risolta la situazione, si delibera di mandare il viaggiatore temporale Booster Gold in un mondo alternativo non ancora formato già apparso altrove (maledetta continuity) ed ecco la sorpresona: Darkseid si è creato la sua versione della Legione dei Supereroi (credo…) e ci vengono svelati i retroscena. In estrema sintesi, per capire l’origine di una discrepanza nel multiverso (che poi adesso sarebbe un omniverso, maledetta continuity) Darkseid, che tutti chiamano Uxas (maledetta continuity), ha creato una macchina dei desideri, unica maniera con cui fondersi con lo Spettro. Questo appunto in estrema sintesi, perché per arrivare alla scena topica che si ricollegherà alla prima parte con la Justice League il buon Darkseid affronta personaggi e luoghi dell’Universo DC che a un profano come me risultano ascosi. Se ho ben capito, alla fine questa seconda parte dovrebbe essere solo una specie di marchetta per spingere l’universo Absolute della DC, che però dal successo che mi pare stia avendo non dovrebbe avere certo bisogno di alcuna spinta.
Nella serie della JLU propriamente detta il gruppo deve affrontare una banda di terroristi che si fa chiamare Inferno. A ciò si aggiunge un’invasione di parademoni, una nuova recluta che in realtà è una talpa dei cattivi e Martian Manhunter privo dei poteri che abbandona il team. Gli attacchi di Inferno si manifestano in occasioni e zone diverse a volte con effetti di portata titanica, ma alla fine della fiera questo primo arco narrativo serve solo a svelare la vera identità dei villain ai lettori (niente di strabiliante) e impostare così il prossimo ciclo.
Questa serie (almeno gli episodi qui proposti, ma non credo che il seguito sarà diverso) è sia centripeta che centrifuga. Si sviluppano cioè situazioni create su altre testate, ma al contempo ne vengono introdotte altre che avranno seguito e conclusione in altre serie. Ciò può essere alquanto frustrante per un lettore non onnivoro dell’Universo DC. Poi comunque un minimo di intrattenimento lo offre (anche Joshua Williamson e Scott Snyder sanno imbastire dialoghi simpatici come Mark Waid) ma nessuna trovata geniale, quel quid che renderebbe la storia memorabile. Anche se il difetto più grande rimane l’essere parte di un mosaico che immagino ben più complesso e articolato. Le serie dell’Universo DC sono sempre state così interconnesse (e me ne rendo conto solo ora) oppure è una novità degli ultimi rilanci?
Ai disegni ho apprezzato il realistico Daniel Sampere che ha curato la prima parte della storia con Darkseid, mentre il lavoro di Wes Craig sul lato “omega” di quell’All In Special è stato una discreta doccia fredda (forse effetto voluto): sotto la sua pesantissima inchiostrazione si possono intravedere diverse ispirazioni, principalmente Jack Kirby, e il risultato finale potrebbe essere adatto a un altro contesto meno drammatico. Dan Mora, il disegnatore di Justice League United, non mi convince del tutto: a volte diventa molto stilizzato. Ma si è visto di peggio.




