Mi ero ripromesso di non seguire più, almeno per un po’, le uscite di Sine Requie visto che bene o male quale più quale meno ormai erano diventate delle raccolte di racconti piuttosto che di materiale giocabile. Il Soviet però ha sempre il suo fascino e la presentazione di questo tomo lasciava intendere che ci sarebbero state delle rivelazioni sui retroscena del mondo di campagna, il famigerato “metaplot”. Ovviamente a quest’ultima dichiarazione il conoscitore accorto di Sine Requie si sarà fatta una risata vista la prudenza con cui Leo e il Curte evitano di rivelare qualsiasi cosa, ma ho provato comunque a dargli una chance. E ho fatto bene.
Soviet 2 esordisce con una bella trovata: la sorte di Nuova Gorki,
la città-alveare distrutta sin dall’inizio della campagna (o così ricordo),
viene descritta anno dopo anno dal 1950 all’attuale
Questa prima parte è anche l’occasione per introdurre qualche nuovo elemento. O forse approfondire qualche elemento già accennato in passato: mi riferisco al tunnel di mattoncini del Livello -4 e a Krovolk, la biomacchina non-morta altresì nota come “Lupo Sanguinario”.
Vengono poi passate in rassegna Nuova Kursk e Forte Kaliningrad, approfondendo anche il discorso degli Uomini Gialli già intravisti nei Dossier dell’Impossibile. Chiaramente il piatto forte di queste sezioni sono le bizzarre personalità che bazzicano quei luoghi. Forse con l’Eugenista gli autori hanno voluto ritagliarsi uno spazietto per parodiare il politically correct?
La parte per così dire descrittiva, cioè questi nuovi pezzi di un ipotetico “atlante” del Soviet, si conclude dopo un centinaio di pagine con un fraseggio tra varie parti scritte (testimonianze, ricordi, ecc.) che per una volta non sono fini a se stesse: a quanto pare sta veramente per iniziare la guerra contro il IV Reich ipotizzata già vent’anni fa o giù di lì!
Ma ancora più interessante è l’esplicitazione della tripartizione dell’universo di Sine Requie: è la prima volta che leggo che accanto al Mondo di Mezzanotte (cioè la “realtà”) e al Paese dei Balocchi (il mondo dei Burattini) esiste anche il Mondo Inferno a cui viene finalmente dato un nome. È una cosa da poco, certo, e forse era già stato battezzato così in uno dei due manuali che ancora non ho letto, però vedere una parvenza di luce nell’oscurità della riservatezza degli autori che non amano sbottonarsi è stato quasi uno choc.
L’ultima sessantina di pagine è dedicata a tre avventure. La prima è mortale e beffarda. Praticamente tutte le avventure per Sine Requie lo sono, ma questa un po’ di più. La seconda è più articolata e vedrà i personaggi affrontare sia il problema dell’approvvigionamento di cibo che la minaccia dei Gialli. Sfoggia una bella mappa e così a occhio mi sembra meno letale di altre (sempre che i giocatori facciano le cose giuste). La terza è ambientata a Nuova Gorki nel 1951 e teoricamente è basata più che altro sul roleplaying. Poi però si manifesterà ciò che porterà alla distruzione totale della città-alveare e lì ci sarà ben poco da interagire tra PG!
Soviet 2 non è scevro da errori e refusi («passo» caldo invece di pasto a pagina 8, «affiggevano» invece di affliggevano a pagina 46, i background dei personaggi della prima avventura sono privi della descrizione dei Tarocchi Dominanti, ecc.). Un’impaginazione più avveduta avrebbe poi permesso l’inserimento di materiale aggiuntivo o almeno la compressione di quello qui presente in un minor numero di pagine con conseguente diminuzione del prezzo. Non che sia una cosa preponderante come in altri manuali, ma certe pagine presentano infatti ampi spazi desolatamente vuoti. D’altra parte se la pagina di un diario o un ordine di servizio finiva in un paio di righe c’era poco da aggiungere, in effetti.
Le illustrazioni vedono all’opera tra new entry e collaboratori storici Sonia Amaduzzi, Alberto Bontempi, Fabio Ciceroni, Yugin Maffioli e Paolo Simone Marro. Cosa assai gradita, è tornato anche Simone Delladio – che poi magari ha continuato a illustrare Sine Requie e sono io a non ricordarmelo.
Nel complesso, pur con quegli elementi perfettibili ricordati sopra che non ne pregiudicano la godibilità, Soviet 2 è sicuramente il manuale più recente che ho apprezzato di più, anzi mi sbilancio a dire che sia uno dei migliori in assoluto.
Resta come sempre il dubbio, anzi la certezza, che tra quarantatre anni starò ancora qui a lamentarmi del fatto che gli autori non abbiano ancora spiegato cosa diede origine al Risveglio e cosa si trova “oltre la Soglia”.



