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domenica 23 ottobre 2016

Il Morto 25: Niente, dal domani

Ancora alla ricerca dei suoi ex commilitoni tramite cui ricostruire il proprio passato, Peg si trova invischiato in un caso di rapimento di minore finalizzato alla prostituzione.
La storia fila via secca, spietata e impietosa mettendo in scena personaggi squallidi molto ben caratterizzati e trovate non banali, immagino frutto di una certa documentazione da parte di Ruvo Giovacca (ad esempio, agli appartenenti delle forze speciali venivano imposti dei corsi di dizione per eliminare ogni traccia di accento e renderli così meno riconoscibili).
Gli argomenti in secondo piano che comunque emergono nella trama (la sopraffazione, il degrado industriale, le malattie militari, i padri divorziati, la crisi economica, la disoccupazione) confermano il piglio neorealista de Il Morto che come nessun altro fumetto riesce a rappresentare la realtà italiana odierna. Pur rimanendo sempre una lettura avvincente.
Purtroppo il caso ha voluto che questo bell’episodio sia funestato da qualche refuso e da una punteggiatura occasionalmente eclettica, e forse avrebbe meritato qualche pagina in più per sbrogliare la matassa meno sbrigativamente.
Anche i disegni non mi sono sembrati il top di Boselli (chinato dal fido Triscari), pur se rimangono sempre a un livello dignitoso, anzi decisamente buono.
Il titolo stupendo, la suggestiva copertina di Paolo Telloli e la migliore splash page di Ermete Librato mai vista sulla serie avrebbero fatto pensare al capolavoro e invece Niente, dal domani è “solo” un ottimo episodio.
In appendice una nuova storia breve di H. W. Grungle: idea di partenza simpatica e disegni (di Laura D’Allura) gradevoli, ma la battuta finale non rende giustizia all’originalità del soggetto.

domenica 7 febbraio 2016

Il Morto 21: Nostra Signora dei Porci

Episodio di ottimo livello per questo numero 21 de Il Morto. Venuto a conoscenza di una taglia di 100.000 euro (!) che pende sulla sua testa e che qualcuno ha già provato a riscuotere senza successo, Peg fugge su un treno merci e con un altro hobo all’amatriciana trova impiego presso una porcilaia gestita da due volitive e piacenti donne, madre e figlia, che raccattano proprio tra i disperati le maestranze per portare avanti l’attività, tra cui scelgono anche qualche fusto che le soddisfi in camera da letto e non solo come dipendente.
Peg e il suo nuovo amico Zeno, già frequentatore del posto, vi capitano proprio quando un simpaticone soprannominato “Machoman” ha fatto una brutta fine per aver avanzato pretese con la padrona Circe Giano, nomen omen.
Nella premiata azienda agricola Giano Peg/Il Morto dovrà vendersela non solo con dei cacciatori di taglie decisi a riscuotere i 100.000 euro ma anche con una congiura degli altri operai, in una vicenda che pesca a piene mani dalla continuity della serie ricollegandosi ad alcuni filoni sospesi che danno la piacevole impressione che ci sia un quadro generale alla base in cui tutti i pezzi stanno andando a posto. E infatti una nuova minaccia post-Zaxan si profila all’orizzonte.
Il sano cinismo a cui ci ha abituati il Ruvo Giovacca migliore (che non esclude dei dialoghi molto brillanti) si manifesta non solo nella delineazione delle due figure femminili molto decise e risolute e alla loro paraculata finale, ma anche nei particolari meno evidenti come la mano del killer che apparentemente sta per prendere nella giacca una pistola che poi diverrà una banconota con cui “oliare” il funzionario delle FF. SS., e soprattutto come lo scontrino che la cassiera batte all’inizio della storia: 80 centesimi contro l’euro e 10 fatto pagare a Peg. Magari è solo una mosca di Dreyer, un particolare estemporaneo nato dalla contingenza, però ci sta benissimo.
Ai disegni Luciano Bernasconi fa un buon lavoro, ma va riconosciuto anche allo Studio Telloli la buona resa che hanno ottenuto integrando i suoi disegni ruspanti e carichi di neri con i soliti sfondi e dettagli realizzati al computer.
In appendice una storia di H. W. Grungle ben disegnata da Laura D’Allura. Anche se il colpo di scena finale è prevedibile rimane comunque una piacevole lettura.
Straniante ma efficace la copertina parzialmente fotografica: immagino che la pin up che vi compare sia amica o fidanzata di qualcuno della Menhir.

lunedì 24 agosto 2015

Il Morto 19: Improbabili Omicidi

Nuovo episodio de Il Morto fondamentale per lo sviluppo della serie e quasi a sottolinearlo è stato stampato su carta di maggiore grammatura, più piacevole e consistente e che porta alla fine a un maggiore spessore del volumetto.
Come da migliore tradizione della saga, anche questo episodio è una cartina di tornasole della desolata società italiana di questi anni: il pensionato Umberto Rizzo e la moglie Egle stanno attraversando un periodo di ristrettezze economiche che li costringe a vendere parte della loro riserva di lingotti d’oro. Un gioielliere senza scrupoli (forse il gestore di un negozio “compro oro” sarebbe stato più incisivo) decide di rapinarli ma i suoi sgherri devono fare i conti col fatto che Umberto non è assolutamente indifeso come sembra, essendo stato un istruttore dei corpi speciali, e soprattutto con Peg/Il Morto che arriva proprio da Rizzo dopo aver scoperto che il suo precedente contatto è deceduto.
Come dicevo in apertura Improbabili Omicidi è uno snodo importante della serie, visto che l’ex istruttore di Peg lo mette (e ci mette) a conoscenza di parecchi dettagli del suo passato. Nel mentre ci si mette di mezzo anche il commissario Berri, la cui esistenza avevo totalmente rimosso, ovvero il Ginko/Milton de Il Morto.
La sceneggiatura di Ruvo Giovacca procede inesorabile e incalzante, alternando scene concitate ad altre più lente e cariche di tensione. Ottima come sempre la documentazione profusa nella stesura del soggetto, che dà un tocco di realismo e la piacevole impressione che ci sia stato un certo lavoro alla base della storia. E notevole anche la carrellata di personaggi al di là di ogni possibile redenzione. Non male i rari siparietti di cui sono protagonisti i personaggi sullo sfondo, che infondono un ancora maggiore senso di realismo e attualità alla vicenda.
Unico neo: la storia si conclude troppo rapidamente e certi passaggi sul finale vengono lasciati all’immaginazione del lettore (non viene mostrato come ha fatto il gioielliere ad averla vinta sui due killer professionisti né come il Morto sia riuscito a intervenire tanto tempestivamente).
Ai disegni l’esordiente (io almeno non l’ho visto nelle etichette del mio blog) Claudio Montalbano fa un buon lavoro pur con qualche perdonabile scivolata. Ovviamente essendo le chine di Francesco Triscari e più in generale l’elaborazione grafica dello Studio Telloli è difficile dire quanto alla fine Montalbano abbia messo di suo, ma comunque il risultato è soddisfacente.
In appendice torna H. W. Grungle con una storia originale e molto simpatica, oltretutto efficacemente disegnata da una promettente Laura D’Allura.