Ancora alla ricerca dei suoi ex
commilitoni tramite cui ricostruire il proprio passato, Peg si trova
invischiato in un caso di rapimento di minore finalizzato alla prostituzione.
La storia fila via secca,
spietata e impietosa mettendo in scena personaggi squallidi molto ben
caratterizzati e trovate non banali, immagino frutto di una certa
documentazione da parte di Ruvo Giovacca (ad esempio, agli appartenenti delle
forze speciali venivano imposti dei corsi di dizione per eliminare ogni traccia
di accento e renderli così meno riconoscibili).
Gli argomenti in secondo piano
che comunque emergono nella trama (la sopraffazione, il degrado industriale, le
malattie militari, i padri divorziati, la crisi economica, la disoccupazione)
confermano il piglio neorealista de Il
Morto che come nessun altro fumetto riesce a rappresentare la realtà
italiana odierna. Pur rimanendo sempre una lettura avvincente.
Purtroppo il caso ha voluto che
questo bell’episodio sia funestato da qualche refuso e da una punteggiatura
occasionalmente eclettica, e forse avrebbe meritato qualche pagina in più per
sbrogliare la matassa meno sbrigativamente.
Anche i disegni non mi sono
sembrati il top di Boselli (chinato dal fido Triscari), pur se rimangono sempre
a un livello dignitoso, anzi decisamente buono.
Il titolo stupendo, la suggestiva
copertina di Paolo Telloli e la migliore splash page di Ermete Librato mai
vista sulla serie avrebbero fatto pensare al capolavoro e invece Niente, dal domani è “solo” un ottimo
episodio.
In appendice una nuova storia
breve di H. W. Grungle: idea di
partenza simpatica e disegni (di Laura D’Allura) gradevoli, ma la battuta
finale non rende giustizia all’originalità del soggetto.

