Visualizzazione post con etichetta Werner Maresta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Werner Maresta. Mostra tutti i post

venerdì 6 giugno 2025

Il ritorno di Dorian Gray

Gioco fumettistico-letterario forse anche più raffinato de La Divina Congrega: da un’idea di Alfredo Castelli, viene dato seguito al romanzo di Oscar Wilde raccontando il destino dei vari personaggi e imbastendo una trama investigativa con ipotetiche derive soprannaturali. A quanto pare Dorian Gray non è morto e l’impresario ora tenutario Aaron Isaacs ingaggia il detective privato Jerome Caminada per stanarlo dopo che ha ucciso il suo vecchio sodale e mentore Wotton e il suo cocchiere. Inizialmente titubante in merito alla possibilità della resurrezione di Gray (ma consapevole delle dicerie sul suo ritratto), il detective assiste invece agli omicidi di altri personaggi coinvolti nella vicenda del dandy.

Apparentemente si arriva alla soluzione del mistero con una rapidità eccessiva, ma il lettore avvertito intuirà che è solo un espediente per introdurre il vero colpevole – plausibile e congruente con il materiale di partenza. D’altro canto l’intrigo, per quanto centrale, forse non era nemmeno ciò che più interessava a Barzi (e/o a Castelli) quanto ricostruire l’atmosfera decadente del romanzo e della sua epoca e farne delle chiose non prive di tocchi pungenti. E ovviamente riempire il fumetto di citazioni, letterarie e non, da Jack lo Squartatore a Elephant Man.

Per una volta, e spero che non sarà una tantum, un volume cartonato Bonelli viene realizzato quasi coi crismi della produzione franco-belga non limitandosi alle canoniche sei vignette per tavola o comunque riempiendone il più possibile gli sfondi e la parte retrostante delle pagine senza inficiarne la leggibilità. Simpatico l’uso di due tavole doppie nel finale, non velleitario sfizio estetico ma utili per generare parossismo in “cinemascope”.

Oltre alle 60 pagine del fumetto il volume comprende un’appendice di un’altra decina in cui vengono spiegati i vari riferimenti sparsi nel fumetto, ad esempio che Caminada non era un personaggio del romanzo originale ma un poliziotto (poi detective) realmente esistito a cui forse Arthur Conan Doyle si ispirò per Sherlock Holmes. Dagli schizzi e dai disegni preparatori che accompagnano questa parte mi pare di capire che Werner Maresta non si sia avvalso solo di strumenti digitali.

mercoledì 20 novembre 2019

Corrierino delle Famiglie

Primo volume (forse) di una versione a fumetti di un’opera meno famosa di Giovannino Guareschi rispetto al celeberrimo Don Camillo, il Corrierino delle Famiglie di cui si era già avuta traccia in alcuni volumi della serie madre – e infatti temevo di ritrovarmi con del materiale non inedito, ma così non è stato.
Per questa nuova pubblicazione la ReNoir ha scelto di partire con un formato più lussuoso: un cartonato con una parte redazionale molto ricca e nomi eccellenti a firmare le introduzioni (Enrico Beruschi, Giacomo Poretti e la moglie Daniela Cristofori), forse anche per provare a pescare tra quanti non comprerebbero il prodotto se sapessero che è una riduzione a fumetti. Il prezzo oltretutto non è nemmeno elevato considerate queste caratteristiche: 14,90 euro per 96 pagine.
Come per la serie madre, non si comincia in ordine cronologico ma da un episodio metanarrativo in cui Guareschi e famiglia incontrano i suoi personaggi. Dopodiché le storie vertono quasi esclusivamente sulla vita di Guareschi che d’estate deve barcamenarsi tra il lavoro di caporedattore a Milano e incontri sporadici con la famiglia in villeggiatura a Garessio.
L’impianto narrativo è diverso da quello di Don Camillo, qui Guareschi non voleva raccontare delle storie ma fare dei resoconti delle sue esperienze personali opportunamente esagerate dove necessario. Il risultato è che i fumetti “scorrono” meno bene rispetto alla saga principale: spesso si assiste semplicemente a una sfilata di personaggi o situazioni senza che ci sia alcun nodo da sciogliere ma solo un esile filo conduttore, eventualmente giustificato dalla gag finale. Certi dialoghi, sicuramente arguti in un racconto scritto, risultano artificiali in un fumetto. Ho poi provato una sensazione di disagio nel leggere i molti episodi in cui Guareschi descrive la moglie Ennia/Margherita come una minus habens.
Per i disegni, tutti a opera di Adriano Fruch (talvolta “colorato” in grigio da Francesco Bisaro o Francesca Carotenuto), si è optato per uno stile umoristico pur senza eccedere nel caricaturale. Lo stacco con la copertina realistica di Werner Maresta è netto. Anche questo è stato fatto evidentemente per distinguere il Corrierino delle Famiglie da Don Camillo a Fumetti, ma alcuni sfondi interamente bianchi fanno pensare più alla necessità di licenziare per tempo il volume piuttosto che a una scelta stilistica meditata.
I redazionali, come dicevo, sono molto corposi: oltre a una dichiarazione d’intenti che introduce il volume, a ogni storia a fumetti viene fatto seguire un ricordo di Alberto Guareschi corredato da fotografie, per un totale di due pagine, il che corrobora l’idea di una pubblicazione indirizzata più che altro agli appassionati di Giovannino Guareschi.
In definitiva, per me l’appeal di questo spin-off non è certo lo stesso di Don Camillo a Fumetti; se la periodicità dovesse essere più rilassata rispetto a quella della serie madre (che già di suo è un semestrale, almeno nominalmente) non escludo comunque di seguirlo, anche perché la confezione è molto buona.