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giovedì 12 settembre 2024

Batman Detective Comics 6: Indovina Indovinello

Batman aggiornato ai tempi. L’Enigmista è un hipster con i baffoni che conduce una trasmissione online (stavo per scrivere «podcast» ma quelli sono solo audio, giusto?) da cui lancia indovinelli e quindi sfide a Batman. Nello specifico anticipa degli attentati di cui i colpevoli, una volta trovati, ammettono la loro colpevolezza e rifiutano di rivelare altro e di essere difesi in tribunale. Alla base c’è una catena di ricatti che utilizza persone apparentemente irreprensibili, tra cui alcune conoscenze dello stesso Batman. La storia confezionata da Mariko Tamako e Nadia Shammas è piuttosto interessante e non mancano suspense e un certo tasso di drammaticità, oltre a porre dei quesiti morali non scontati. Però un soggetto del genere si sarebbe potuto risolvere anche in un solo comic book, oppure essere sviluppato in almeno quattro episodi per approfondire certi aspetti e creare maggiore tensione. I tre capitoli che invece racchiudono la vicenda la fanno sembrare contemporaneamente frettolosa e irrisolta. Ma magari è solo un’impressione mia e comunque, ripeto, la lettura non è affatto male. Nonostante un altro aspetto destabilizzante: la continuity di questo breve ciclo mi è completamente sconosciuta e, al di là dei riferimenti alle saghe più recenti, scopro un cast per me inedito (la giornalista Deb Donovan, una Batwoman col viso coperto, Alfred invece è assente) e soprattutto apprendo che Bruce Wayne non è più miliardario.

Buoni i disegni di Ivan Reis, ma forse l’inchiostrazione di Danny Miki non li ha valorizzati a dovere con tutti quei ghirigori.

A integrare la sessantina di pagine della storia titolare c’è un arco narrativo di un personaggio ancor più ascoso del nuovo cast di Batman: Gotham Girl. Da quel che ho capito, si tratta di una supereroina con problemi psichiatrici (viene da Arkham) che a differenza degli altri vigilantes privi di poteri dispone invece di una gamma di superpoteri che la apparenta a Superman. Anche questa storia è calata nella contemporaneità e la protagonista risale tramite l’hackeraggio del suo sito a un caso di malasanità. La storia (a firma Sina Grace) è godibile, ma anche qui c’è una mole impressionante di pregresso che probabilmente non me l’ha fatta apprezzare fino in fondo.

I disegni sono nientemeno che di David Lapham, quello di Stray Bullets: pur con qualche occasionale semplificazione, la sua classe gli fa risolvere brillantemente sia le scene concitate che quelle in cui è più rilevante la recitazione dei personaggi.

Per rimpolpare un volume che altrimenti avrebbe contato meno di 100 pagine vengono presentate due storie brevi tratte probabilmente da qualche volume celebrativo. Brian Michael Bendis architetta una bella indagine in cui tutta la bat-famiglia si ritrova sul luogo di un delitto e tra deduzioni e dialoghi arguti ricostruisce la dinamica dell’accaduto. Bellissimi i disegni di David Marquez, ottimamente sostenuto dai colori di Alejandro Sanchez.

Il secondo bonus è invece scritto da Kelly Sue DeConnick e i disegni purtroppo sono di John Romita Jr. che neanche Klaus Janson alle chine è riuscito a rendere più digeribile. Mi sono turato il naso e ho proceduto con la lettura: la storia è una classica parabola sui metodi e la moralità di Batman/Bruce Wayne con due narrazioni parallele che contrappuntano l’una l’altra. Piacevole ma niente di eccezionale. Con un disegnatore decente, magari…

domenica 29 novembre 2015

Multiversity 9

E finalmente siamo arrivati al capolinea.
L’aspetto più desolante di questo ultimo episodio è che tutto si risolve con una lunghissima e noiosa scazzottata.
L’aspetto più desolante di Multiversity nel suo complesso è che questo ultimo episodio è comunque il migliore della serie. Tutte le potenzialità che aveva questo progetto sono sfumate davanti a una conclusione che non è una vera conclusione ma solo un ennesimo rilancio o tutt’al più, a voler essere buoni, una riflessione sulla deriva dei comic book, oltretutto con un twist finale che ricorda da vicino la rivelazione di una stagione di John Doe – ho letto solo il primo numero di John Doe ma da qualche parte ho saputo chi erano le “alte sfere” a cui doveva rispondere il protagonista.
Difficile consolarsi con l’elevata qualità dei disegni di Multiversity (in questo nono episodio è tornato Ivan Reis) perché la qualità di stampa della RW Lion è quella che è.
Buoni i redazionali di Riccardo Galardini. Almeno quelli.

lunedì 26 gennaio 2015

Multiversity 1: Casa degli Eroi



La copertina che ho preso io
È difficile capire dal solo primo episodio la validità di una miniserie, tanto più se realizzata dal funambolico Grant Morrison; comunque questo Multiversity finirà nell’elenco dei Fumettisti d’invenzione e solo per questo sono stati soldi ben spesi.
La storia ha delle basi per nulla originali visto che si tratta di una chiamata alle armi di vari eroi delle terre parallele contro un nemico comune che secondo me potrebbero anche essere i lettori stessi del fumetto. Nix Uotan, l’ultimo Monitor rimasto, si trova invischiato in questa trama (anzi, è proprio lui che dà una spinta propulsiva ad alcuni avvenimenti) e alla fine di questo primo tassello narrativo si manifesta radicalmente mutato in uno sfolgorante cliffhanger.
Multiversity è più che altro una scusa per illustrare la nuova cosmogonia dell’Universo DC, un tour guidato attraverso (alcune o tutte) le 52 Terre parallele che lo compongono, riesumate o rielaborate o create ex novo da Morrison. Se poi ci sarà qualche bello scossone a livello di trama come promesso nell’introduzione ben venga, dalle pagine viste finora mi pare che ci godremo più che altro la bizzarria di certe situazioni e i dialoghi spumeggianti. Oltre a goderci la qualità dei disegni, visto che già questo Ivan Reis ha fatto un ottimo lavoro, purtroppo vanificato ogni tanto da una qualità di stampa zoppicante.

Simpatica l’idea di fornire la mappa del nuovo universo DC all’interno della copertina: la grafica mi ha ricordato la struttura dei Piani Esterni del vecchio Advenced Dungeons & Dragons. Ma come per i moduli di AD&D la RW Lion avrebbe dovuto staccare la copertina dalle altre pagine per permettere al lettore di visualizzare compiutamente questo “planetario”.