Questo sesto volume dell’Integrale di Iznogoud è speciale. Invece di raccogliere gli episodi canonici
raccoglie tre volumi della serie parallela degli Incubi di Iznogoud, rimontaggi delle strisce di commento politico e
d’attualità che comparivano su Le Journal
du Dimanche. Attualità degli anni ’70, ovviamente, da cui la necessità di
spiegare con delle note in appendice a cosa facessero riferimento gli autori in
alcuni episodi più legati alla realtà francese dell’epoca.
Fatta salva l’utilità di questo
vademecum (da cui si evince che Giscard d’Estaing doveva essere un discreto
paraculo), per godere de Gli Incubi di
Iznogoud basta una conoscenza anche solo sommaria del clima degli anni ’70,
e forse non serve nemmeno quella, visto che molte cose come la corruzione,
l’inettitudine e l’ipocrisia dei politici e le periodiche crisi istituzionali
ed economiche sono comuni a tutti i paesi occidentali e quindi diventano
universali e perfettamente comprensibili fuori dai confini dell’Esagono.
Questa universalità e la
fulminante rapidità d’esecuzione (ogni pagina una gag) rendono esilaranti molte
delle situazioni in cui si trova coinvolto Iznogoud, ancora più libero del
solito dai limiti della continuity,
già praticamente inesistenti nella serie regolare.
A causa della scomparsa di
Goscinny nel 1977 parte del terzo volume originale qui raccolto è stata scritta
da Alain Buhler ma mi è impossibile distinguere l’opera dei due visto che la
qualità rimane sempre altissima.
Onore al merito, credo che una
buona parte della riuscita di queste gag sia da attribuire anche ai disegni di
Tabary che pur non occupandosi dei testi ne aumenta l’efficacia coi suoi
faccioni e le sue pittoresche comparse.
Curiosamente le note in appendice
non contemplano il terzo volume: è vero che quelle gag sono comprensibili anche
senza ulteriori chiarimenti, ma sorge il dubbio che forse questo integrale
fosse previsto per raccogliere solo due volumi originali visto che una
spiegazione su chi rappresentasse il Jules-Antoine Clérambard di pagina 135 ci
sarebbe stata bene. Può darsi che il progetto originale della Panini prevedesse
appunto di raccogliere solo i primi due Incubi
e sia stato modificato in corsa senza dare il tempo a Marco Farinelli di
preparare il materiale relativo al terzo. Fosse andata così. per 17,90€ è
comunque tanto di guadagnato per i lettori.
