Visualizzazione post con etichetta Ernesto Carbonetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ernesto Carbonetti. Mostra tutti i post

domenica 2 aprile 2023

Poe and the Devil

Baltimora, 1849: l’editore di Edgar Allan Poe rinviene in un vicolo l’autore, probabilmente reduce da una colossale sbronza (stando alla testimonianza dell’oste che ne ha segnalato la presenza) e quasi sicuramente vittima di un pestaggio. Lo porta in ospedale, ma le sue condizioni sono critiche: non è nemmeno possibile stabilire cosa lo abbia ridotto così. Nel delirio del coma, Poe viene avvicinato da Satana in persona che si diverte a tormentarlo facendogli vedere alcune delle possibili cause del suo stato e illudendolo che possa evitare l’inferno.

Si sviluppa così un lungo dialogo in cui sfilano alcune delle tappe più drammatiche della vita di Edgar Allan Poe, evidentemente frutto di uno scrupoloso lavoro di documentazione da parte di Ernesto Carbonetti. Il risultato è suggestivo e sul finale presenta anche un discreto colpo di scena.

Le tavole sono realizzate digitalmente, il risultato può apparire ogni tanto freddo ma è sempre funzionale.

Poe and the Devil farà felici i fan dello scrittore che vi ritroveranno molti aneddoti sulla sua vita. Per tutti gli altri lettori sarebbero state indicate delle note o una postfazione, ma a chiudere il volume ci sono delle pagine riservate al catalogo Weird Book, con particolare attenzione a Megarette, cui sono dedicate ben sei pagine su sette.

domenica 13 gennaio 2019

Chiedi a John - Quando i Beatles persero Paul

La più famosa leggenda metropolitana della musica pop offre lo spunto per questo fumetto che ne sviscera le basi e le presunte ragioni che avrebbero portato a sostituire con Billy Shears il defunto Paul McCartney. Il lavoro di documentazione di Paolo Baron è ovviamente egregio (io però sapevo che i baffi strategici del sosia di Paul fossero serviti a coprire un gonfiore al labbro dovuto non a un pestaggio ma a un’operazione di chirurgia estetica per renderlo ancora più simile al vero McCartney) ma il meglio lo dà nella costruzione della storia e nel ritmo che ha saputo infonderci. Un ardito flashback all’inizio mi ha fatto pensare che le pagine fossero state stampate nell’ordine sbagliato, ma per il resto la storia procede con la cadenza giusta tramite sequenze ben architettate. E poi vedere i Fab Four (per l’occasione Fab Three) che si improvvisano detective è divertente. La vicenda finisce sul più bello, quando si vorrebbe leggerne ancora e sapere cosa sarebbe successo dopo. Ma non è necessariamente un male.
I disegni digitali di Ernesto Carbonetti sono infatti pesantemente psichedelici, con un profluvio di effetti, effettini ed effettacci a simulare le percezioni distorte dall’lsd o a evocare le emozioni dei personaggi – occasioni per citare anche copertine di dischi, ovviamente. Sono la trama e lo spirito stesso di questo fumetto a richiederlo, ma alla fine l’ostentazione di questi virtuosismi diventa ridondante e manierista. Se c’è qualcuno che ama il Manierismo quello sono io ma, insomma, quando è troppo è troppo. Comunque la perizia grafica di Carbonetti è fuori discussione (per quanto ne capisca io di grafica digitale e fatte salve le mani enormi che disegna, che probabilmente sono una sua particolare cifra stilistica); forse il suo John Lennon ricorda più Luigi Lo Cascio che il Beatle, ma onore al merito: vuol dire che non si è limitato a copiaincollare fotografie.
Nel complesso una lettura frizzante e piacevole, che potrebbe rappresentare un colpaccio per l’editore 80144 andando ad attingere tra i fan dei Beatles, ben più numerosi dei lettori di fumetti.
In appendice una postfazione dello sceneggiatore e una dozzina di pagine di schizzi e prove.