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domenica 17 maggio 2020

Visioni - Graphic novel italiano 2: Cinquemila chilometri al secondo

In barba al Coronavirus gli allegati da edicola continuano e uscire e a moltiplicarsi, addirittura con una collana dedicata al “graphic novel” che, ignaro della sua esistenza, ho visto occhieggiare l’altro giorno in edicola. In attesa di tornare in fumetteria ho voluto dare una chance a questo lavoro pluripremiato di Manuele Fior.
La “storia” di Cinquemila chilometri al secondo ruota attorno al rapporto tra Piero e Lucia, detta Lucy, su cui incombe l’ombra dell’amico Nicola. Dall’adolescenza fino alla maturità, si sviluppa nel tempo in momenti e luoghi lontani tra di loro.
Fior procede in maniera sincopata prendendo dei lunghi stralci dalla vita ora dell’uno ora dell’altra protagonista, lasciando al lettore il compito di ricostruire quello che si dicono i personaggi al telefono e di capire quello che è successo negli anni, spesso parecchi, intercorsi tra un tranche de vie e l’altro. Il gioco è quindi quello di ricomporre il puzzle delle vite dei personaggi approfondendo il loro carattere e i loro rapporti. La narrazione è ridotta ai minimi termini, pressoché inesistente, e in sostanza non c’è nessuna idea forte a fornire il pretesto per una trama originale. Il fumetto (pardon, graphic novel) si basa sulla levità del tema, sulla suggestione del tratto, sui dettagli, sui giochi di sguardi, sull’uso del colore, sulle sequenze oniriche, sul non detto. E anche su un po’ di ironia, per fortuna. Un’operazione non peggiore di tante altre, che però tende a esasperare per la sua lunghezza: circa 140 pagine che probabilmente sarebbero state più efficaci se condensate almeno un po’, in modo da rendere ad esempio più evidente l’evoluzione dell’insegna “ristorante”, quasi metafora del rapporto tra Piero e Lucia. I disegni, almeno, sono piacevoli. Coerentemente con il premio che gli è valsa questa opera, Fior disegna con uno stile fauvista, ma per fortuna l’art nègre alla base soprattutto delle prime pagine lascia lo spazio a una varietà di stili che passano da Alphonse Mucha a Disney, anche se quest’ultimo è una citazione. Sempre molto sintetico e rigoroso, fa parlare i colori quanto e più delle posture e delle espressioni. Da notare, e portare a esempio per altri autori, che ha fatto il lettering a mano – preziosismo (ormai è tale!) per cui gli si perdonano volentieri alcuni rari errori ortografici. Una curiosità: quando ha realizzato Cinquemila chilometri al secondo Fior doveva avere il terrore di invecchiare visto che i protagonisti, nemmeno quarantenni (se ho fatto bene i conti), sono dei ruderi.
Da quanto leggo del piano dell’opera in appendice, e che si può visionare anche qui, questa collana Visioni è molto eterogenea e la nazionalità degli autori è l’unico collante di fumetti (pardon, graphic novel) molto diversi per impostazione e stile. Il formato 17x24 è probabilmente inevitabile e anche abbastanza azzeccato, almeno per alcuni, ma una carta patinata avrebbe sicuramente fatto risaltare di più i colori di Fior. E 10,90 euro non sono certo un prezzo vantaggioso, tanto meno se lo confrontiamo con quello di altre iniziative simili. Ma magari è proprio una strategia di marketing per invogliare con un costo del genere un appassionato di graphic novel dell’ultima ora, che troverà conferma di non stare comprando merda (se non fosse che pure la merda ormai costa più o meno così).