Visualizzazione post con etichetta Sio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sio. Mostra tutti i post

domenica 11 novembre 2018

Il pesce di lana e altre storie abbastanza belle (alcune anche molto belle, non tante, solo alcune) di Maryjane J. Jayne

Titolo chilometrico e demenziale (lo stesso Faraci nell’intervista che mi ha concesso ha detto che è impossibile ricordarselo) che ben introduce il tono del libro. Faraci e Sio hanno confezionato l’antologia di un’autrice fittizia che in vita sua si è dedicata con alterni successi alle più svariate attività creative umane: ha scritto romanzi, ha composto poesie, ha realizzato opere teatrali, ha inventato barzellette sugli sceriffi, ha scritto lettere ai Presidenti degli Stati Uniti, ha depositato brevetti incredibili, ha disegnato mappe, ha intrapreso l’attività di neurochirurga dilettante e soprattutto ha creato un sacco di fumetti (oltretutto i fumetti li ha inventati lei).
Il libro si muove sul filo del nonsense più scatenato ma a volerla cercare si può trovare anche una certa continuity tra le varie attività della protagonista. Tra i pezzi più esilaranti ci sono le traduzioni delle sue liriche in inglese: «You scratch my please do» diventa ad esempio «Mi graffi la mia faccia». Da non perdersi la bibliografia parziale in appendice, che contiene ulteriori chicche.
Sio, celebre per i suoi disegni brutti, qui occasionalmente sfodera uno stile più professionale per meglio adattarsi alle opere più mature della Jayne.

martedì 13 giugno 2017

Cico a spasso nel tempo 1: Mai dire Maya

Con un titolo-calembour del genere è stato spontaneo dare fiducia alla nuova miniserie Bonelli, e in effetti la lettura vale abbondantemente i 3,50 € del biglietto.
Seguendo un canovaccio classico (ne esistono pure declinazioni pornografiche), Cico si ritrova a viaggiare nel tempo a causa della sua maldestra curiosità che lo ha fatto azionare un artefatto maya. Questo primo numero si svolge nella Grecia classica, dove Cico viene “adottato” da Socrate e finisce invischiato in un tentativo di omicidio ai danni di Pericle.
Tra citazioni classiche niente affatto banali (le note finali spiegano chi era Santippe a beneficio dei lettori che non abbiano fatto il Liceo Classico) e rare frecciatine alla realtà sociale odierna, Faraci inanella una serie ininterrotta di gag farcendo i dialoghi di sarcasmo e giochi di parole.
Forse questa frenesia umoristica è dovuta al formato originario che probabilmente aveva questo progetto: è evidente infatti che si tratti di due episodi di una trentina di tavole (forse pensati per qualche albetto allegato?) fusi insieme, visto che a metà del fumetto viene riassunta nuovamente la storia – e l’attacco non è nemmeno del tutto coerente visto che i manovali prima erano divertiti dalla sparizione di Cico per poi esserne terrorizzati.
Ai disegni Walter Venturi fa un lavoro egregio: pur se di matrice solidamente realistica, è riuscito a inserire qua e là degli accenni caricaturali (non molti) che ben si sposano con il tono della miniserie. La gag del pesce è fenomenale, anche se chiaramente beneficia dei tempi comici imposti da Faraci, che la anticipa con calcolata naturalezza nell’ultima vignetta di pagina 37 per farla deflagrare in quella successiva.
In appendice ci sono la rubrica di approfondimento Il Serio e il Faceto curata da Faraci e La Comica Finale, una pagina in cui un fumettista umoristico (che sarà diverso per ogni numero) omaggia Cico: per questa prima uscita è stato Sio. C’è inoltre anche un inserto in cartoncino che riproduce la copertina del primo Speciale di Cico.
Il formato è differente dal classico bonelliano, e così a occhio mi sembra un 17x24. La colorazione non toglie né aggiunge molto alle tavole di Venturi (Pericle sarà stato veramente così scuro di carnagione o è stato scelto di colorarlo in tal modo per farlo risaltare di più?) ma stavolta la carta non patinata si adatta bene al personaggio restituendo un certo sapore vintage.
Il prossimo numero ha un titolo ancora più esilarante: Unno per tutti, tutti per unno!