sabato 7 agosto 2021

Michel Vaillant Seconda Stagione 9: Duelli

La rediviva scuderia Vaillante partecipa al World Rally Championship, ma la preparazione dei piloti e dei navigatori è turbata dalla fame di successo di Daniel Farid, secondo della squadra dopo Michel che non vuole assolutamente rimanere tale e lo sfida apertamente. Con Michel e Daniel sembra che Lapière abbia voluto contrapporre un vecchio mondo delle corse (e non solo delle corse, forse) a quello moderno, visto che Daniel è fanatico dei selfie ed è estremamente social.

Nel mentre la causa contro la Vaillante intentata chissà quanti numeri fa da Dasz si risolve a favore dei nostri eroi, ma purtroppo la lieta novella dà quasi il colpo di grazia al cuore già provato del capostipite Vaillant.

Duelli si sviluppa con la solita fisiologica attenzione ai tempi dei piloti e alle descrizioni delle condizioni delle piste (da quelle ghiacciate a quelle riarse), per me è quasi arabo ma devo dire che alla fine si fa l’orecchio ai termini tecnici e la trovata meteorologica finale fa salire la suspense. Nel corso delle varie tappe del WRC Michel perde il suo copilota (ispirato a una donna realmente esistente, come evinciamo dai ringraziamenti) e a sostituirla arriva nientemeno che Steve Warson, ben contento di abbandonare i suoi asfissianti impegni politici per tornare a correre. Questo ultimate Warson un po’ new age aiuterà anche Michel a superare il trauma della perdita del fratello. Alla fine tutto si risolverà per il meglio, con tanto di un paio di colpi di scena ben piazzati. E potrebbe essere risolto definitivamente, visto che dopo anni e anni di stretta continuity arriviamo finalmente a un punto fermo – ma è ovvio che la saga continuerà. Resto comunque dell’idea che delle uscite più ravvicinate avrebbero reso più godibile questa Seconda Stagione, tanto più che molte tavole sono risolte con panoramiche e dettagli delle automobili in gara, senza dialoghi e senza che la trama si sviluppi in maniera che non sia descritta poi con i dialoghi. È anche questo il bello di Michel Vaillant, ovviamente, ma così la lettura (per chi non sta lì a rimirarsi i vari modelli di auto, almeno) è un po’ più veloce di quella di un albo “normale”.

In questo episodio i disegni mi hanno convinto un po’ meno del solito. Non parlo di quelli di Benjamin Benéteau che come al solito ha curato i veicoli, ma di Vincent Dutreuil che ha inchiostrato le figure umane senza modulare molto il tratto, così che a volte possono risultare un po’ statiche o freddine, quindi anche i pochi spunti umoristici (Michel che se la ridacchia sotto i baffi perché il padre deve fare cyclette) perdono forza. Nulla di grave, comunque, e questo nono episodio è molto godibile a livello grafico, anche grazie ai colori di Antoine Lapasset.

4 commenti:

  1. E poi se il barbetta si chiama Farid, può darsi anche che ci sia una voluta contrapposizione fra una vecchia e una nuova Francia, anche se il discorso immigrazione e nuove generazioni oltralpe è già sentito fin dagli anni 80. Boh!
    Mi interessa (relativamente) invece sapere se Vaillant ha poi effettivamente tradito la moglie con la giornalista...

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    1. Da quel che mi ricordo no, anche se la tentazione per entrambi è stata forte. La giornalista compare anche qui, segue lo Steve Warson politico, e ovviamente quando sente Michel c'è un po' di imbarazzo!

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    2. Grazie. Situazione in divenire quindi. Le porte rimangono socchiuse, nella miglior tradizione Soap.

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    3. Chi vivrà vedrà.
      Io resto dell'idea che Michel rimarrà fedelissimo, anche per il finale a sorpresa di questo episodio (no, Françoise non è incinta).

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