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venerdì 29 maggio 2026

Storie Nere

Raccolta delle fulminanti storie in due pagine che apparvero sull’Eureka di Castelli & Silver, su Comic Art e chissà su quante altre pubblicazioni italiane. Non penso sia il caso di riassumerne nessuna visto che si basano sul finale a sorpresa – e poi confido che chi passa a queste latitudini sappia già di cosa si tratta. Dico solamente che in ottemperanza al titolo del volume si basano su un umorismo nerissimo e non risparmiano torture, esecuzioni, massacri, violenze psicologiche e altre piacevolezze varie. La dittatura di Franco era finita da relativamente poco e Font spara a zero su militari e preti – anche sull’ipocrisia e sulla stupidità umana, certo, ma poter colpire certi bersagli nei primi anni ’80 deve essere stato molto liberatorio. Talvolta, in quegli episodi tratti da storie vere, l’aspetto umoristico lascia il posto all’amarezza della cronaca o del racconto popolare. A dirla tutta, alcune di queste storie non me le ricordavo, può darsi che ci sia qualche inedito in Italia. Noto con piacere che quel paio di storie oggi più rischiose da pubblicare non sono state censurate. Non sono del tutto sicuro che le tre più lunghe facciano parte del corpus ufficiale della serie, che poi chissà se esiste veramente, un corpus ufficiale della serie. Tra queste c’è anche La Parabola del Marziano Sconosciuto che qui diventa La parabola del marziano ignoto e che in effetti da noi transitò su L’Eternauta e non su Comic Art.

Le Storie Nere propriamente dette occupano le prime 46 pagine del volume e sono state integrate da colori digitali assolutamente innecessari se non proprio fastidiosi. Come bonus vengono presentate due altre storie brevi, fortunatamente in bianco e nero: una è un divertissement di una tavola tratto dalla rivista Rambla (neanche troppo originale), l’altra è una bellissima e poetica interpretazione muta dell’immersione nel lavoro di fumettista. Unico indizio per risalire alla prima pubblicazione è la data di realizzazione: 1991.

In appendice una selezione di bozzetti, disegni e copertine a testimonianza dell’«arte di Alfonso Font», introdotta da Klaus Janson con un testo risalente al 2016.

giovedì 12 settembre 2024

Batman Detective Comics 6: Indovina Indovinello

Batman aggiornato ai tempi. L’Enigmista è un hipster con i baffoni che conduce una trasmissione online (stavo per scrivere «podcast» ma quelli sono solo audio, giusto?) da cui lancia indovinelli e quindi sfide a Batman. Nello specifico anticipa degli attentati di cui i colpevoli, una volta trovati, ammettono la loro colpevolezza e rifiutano di rivelare altro e di essere difesi in tribunale. Alla base c’è una catena di ricatti che utilizza persone apparentemente irreprensibili, tra cui alcune conoscenze dello stesso Batman. La storia confezionata da Mariko Tamako e Nadia Shammas è piuttosto interessante e non mancano suspense e un certo tasso di drammaticità, oltre a porre dei quesiti morali non scontati. Però un soggetto del genere si sarebbe potuto risolvere anche in un solo comic book, oppure essere sviluppato in almeno quattro episodi per approfondire certi aspetti e creare maggiore tensione. I tre capitoli che invece racchiudono la vicenda la fanno sembrare contemporaneamente frettolosa e irrisolta. Ma magari è solo un’impressione mia e comunque, ripeto, la lettura non è affatto male. Nonostante un altro aspetto destabilizzante: la continuity di questo breve ciclo mi è completamente sconosciuta e, al di là dei riferimenti alle saghe più recenti, scopro un cast per me inedito (la giornalista Deb Donovan, una Batwoman col viso coperto, Alfred invece è assente) e soprattutto apprendo che Bruce Wayne non è più miliardario.

Buoni i disegni di Ivan Reis, ma forse l’inchiostrazione di Danny Miki non li ha valorizzati a dovere con tutti quei ghirigori.

A integrare la sessantina di pagine della storia titolare c’è un arco narrativo di un personaggio ancor più ascoso del nuovo cast di Batman: Gotham Girl. Da quel che ho capito, si tratta di una supereroina con problemi psichiatrici (viene da Arkham) che a differenza degli altri vigilantes privi di poteri dispone invece di una gamma di superpoteri che la apparenta a Superman. Anche questa storia è calata nella contemporaneità e la protagonista risale tramite l’hackeraggio del suo sito a un caso di malasanità. La storia (a firma Sina Grace) è godibile, ma anche qui c’è una mole impressionante di pregresso che probabilmente non me l’ha fatta apprezzare fino in fondo.

I disegni sono nientemeno che di David Lapham, quello di Stray Bullets: pur con qualche occasionale semplificazione, la sua classe gli fa risolvere brillantemente sia le scene concitate che quelle in cui è più rilevante la recitazione dei personaggi.

Per rimpolpare un volume che altrimenti avrebbe contato meno di 100 pagine vengono presentate due storie brevi tratte probabilmente da qualche volume celebrativo. Brian Michael Bendis architetta una bella indagine in cui tutta la bat-famiglia si ritrova sul luogo di un delitto e tra deduzioni e dialoghi arguti ricostruisce la dinamica dell’accaduto. Bellissimi i disegni di David Marquez, ottimamente sostenuto dai colori di Alejandro Sanchez.

Il secondo bonus è invece scritto da Kelly Sue DeConnick e i disegni purtroppo sono di John Romita Jr. che neanche Klaus Janson alle chine è riuscito a rendere più digeribile. Mi sono turato il naso e ho proceduto con la lettura: la storia è una classica parabola sui metodi e la moralità di Batman/Bruce Wayne con due narrazioni parallele che contrappuntano l’una l’altra. Piacevole ma niente di eccezionale. Con un disegnatore decente, magari…