Visualizzazione post con etichetta Randy Elliott. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Randy Elliott. Mostra tutti i post

giovedì 24 luglio 2025

Batman/Scooby-Doo! volume 3: Le notti di Gotham

Nuova raccolta della serie di crossover tra Batman e la Mystery, Inc. Nel primo episodio scritto da Sholly Fisch Batman e Robin e Velma & co. si alleano per sventare la minaccia di Ra’s al Ghul che vuole portare avanti i suoi piani di ecoterrorista distruggendo la tecnologia con armi a impulsi elettromagnetici (e francamente come dargli torto). Sfilano i molti membri di Batman nel Mondo, che credo sia una versione moderna (forse per i cartoni animati?) della Batman, Inc. di Morrison. Per arrivare al nocciolo della questione si dovrà risolvere una specie di indovinello del villain, piuttosto carino nella sua semplicità.

Nel secondo episodio è di scena un albergo infestato della Corte dei Gufi di Gotham, se non ricordo male creata in occasione del rilancio all’epoca dei New 52. La storia di Matthew Cody è classicissima al limite del banale e il disegnatore Erich Owen ha un tratto molto pesante. Non che sia male, ma un po’ stona col resto delle tavole più cartoonesche a opera di Dario Brizuela e Randy Elliott.

Ivan Cohen scrive l’ultima delle tre storie, ospitata originariamente sul numero 11 della serie originale, che ruota attorno al furto di una maschera nel museo di Gotham la sera prima dell’apertura di una mostra sui detective. Anche questa trama è un po’ banalotta ma forse lo scopo era concentrarsi sull’ospite d’onore Creeper, personaggio non certo tra i più noti dell’universo DC che qui viene reso come una macchietta, un po’ diverso da com’è nell’universo canonico, almeno credo.

Nel complesso non mancano battute divertenti ma questo trittico mi pare il più debole dei tre raccolti finora. Arrivati al terzo volume posso però capire perché la Panini ha optato per una selezione eclettica di storie non rispettando l’ordine di uscita originale: il primo episodio qui raccolto, che è proprio il primo della serie, aveva ad esempio come coprotagonista un personaggio misconosciuto, una versione nativa americana di Batman, e a sua volta faceva sfilare la Batman, Inc. che avrebbe potuto spiazzare i lettori ignari dell’esistenza di elementi così specifici, soprattutto il pubblico molto giovane a cui è indirizzata la serie. E dubito che la Corte dei Gufi e Creeper siano a loro volta così famosi da costituire un incentivo all’acquisto. In definitiva, per quanto gli altri episodi successivi utilizzassero abbondanti elementi della filologia batmaniana, meglio cominciare con quelli più potabili come i bizzarri guanti viola o la rassegna di nemici misconosciuti.

giovedì 29 agosto 2024

Batman/Scooby-Doo!: Spettri e Mantelli

Il mix sembrava abbastanza pacchiano per non darci un’occhiata, per quanto Scooby-Doo vada bene su tutto, e magari ne veniva fuori qualcosa di interessante. E infatti.

Prima storia: Batman presta parte del suo armamentario al museo cittadino per una mostra, ma si accorge che i guanti viola (!) di uno dei suoi primi costumi sono dei falsi sostituiti da qualcuno. Niente di grave se non fosse che Batman ha dei vuoti di memoria proprio relativi ai casi che risolse quando indossava quei guanti. Shaggy, Velma e Scooby-Doo vengono inviati indietro nel tempo (tramite ipnosi e technobabble) per venire a capo della faccenda. Lo sceneggiatore Ivan Cohen è il primo a farsi beffe dei paradossi e delle incongruenze della trama che si risolve in una storia circolare, quindi tanto vale riderci sopra come fa lui. Molto più rilevanti sono le badilate di citazioni che celebrano le storie e il mito stesso di Batman.

Dario Brizuela disegna in maniera schizofrenica: la banda di Scooby-Doo è ritratta in versione cartoon mentre Batman è più realistico. Credo che ai disegnatori sia stato imposto di seguire dei model sheet molto specifici, per questo pose e posture si ripetono con frequenza. Il risultato comunque non è male, anzi.

L’incipit della seconda storia è pretestuoso ma simpatico: la mancanza di un posto nella Mystery Machine dove mettere eventuali trofei dei casi risolti porta Batman e Robin, che hanno aiutato gli altri a risolvere un caso con Joker, a offrire un tour nella batcaverna. Qui però arriverà anche un fantasma o presunto tale. Sholly Fisch confeziona una storia molto carina con un ben progettato McGuffin a sciogliere i nodi. Nulla di eccezionale, ma si legge di gusto anche grazie ai dialoghi frizzanti. Randy Elliott ha il tratto più marcato e pesante rispetto a quello di Brizuela, e in generale mi sembra meno dotato o volenteroso, ma forse semplicemente il suo stile è quello.

L’ultima storia è una celebrazione del cinquantenario del primo team-up tra i personaggi. Scooby-Doo e compagnia scoprono che l’albergo in cui è stato richiesto il loro intervento è sì infestato, ma dai nemici di Batman. Sfilano così un’infinità di villain e Fisch si dedica a un mirabile lavoro di archeologia fumettistica, prestando particolare attenzione ai più ridicoli tra di loro (e ce ne sono parecchi), anche se non disdegna personaggi pressoché contemporanei come una delle assurde new entry di Doomsday Clock. Batman e Robin sarebbero già stati fatti prigionieri, ma il bat-segnale usato all’inizio dai ragazzi torna utile e così la scena si riempie di uno squadrone di “buoni” allestito a sua volta da ogni epoca in spregio alla continuity. Per quanto divertente la vicenda si ridurrebbe a una sequenza di scontri, se non fosse che alla fine viene svelata la vera mente dietro tutto. Ai pennelli (o al pc o alla Cintiq) torna Brizuela. Mi ha lasciato un po’ perplesso come ha disegnato il “naso” della maschera di Batman, ma immagino che sia a sua volta un recupero di una versione filologicamente corretta del personaggio.

Come talvolta capita, le cose più soddisfacenti si trovano nei posti più impensati – e le scarse aspettative iniziali contribuiscono ad apprezzarle.