Nuova tripletta di team-up tra la gang di Scooby-Doo e il cast di Batman.
Nella prima storia scritta da Sholly Fisch e disegnata da Dario Brizuela, è di scena Nightwing. Un circo sembra essere infestato e infatti durante l’esibizione di un trapezista si manifesta Deadman che crea un bel po’ di scompiglio traumatizzando la star dello spettacolo che vuole rinunciare al lavoro. L’ex-Robin, forte del suo passato di trapezista, propone quindi di fare da esca per attirare Deadman e capirci qualcosa, con il supporto di Daphne all’altro trapezio. Alla fine il colpevole non è quello su cui Fisch aveva inizialmente indirizzato i sospetti, ma è comunque prevedibile. Meno prevedibile, anzi piuttosto sorprendente, la comparsata di Batman.
Nel secondo episodio (di J. Torres e Scott Jeralds) come guest star c’è invece Solomon Grundy che appare davanti alla Mystery Machine seminando il panico tra i ragazzi. Mentre Shaggy e Scooby-Doo fuggono scompostamente e finiscono nelle sabbie mobili da cui saranno salvati da Batman, gli altri incontrano dei campeggiatori che non sono affatto spaventati dall’idea di incontrare uno zombi di palude ma anzi si fiondano a cercarlo per farci dei selfie visto che partecipano a un’esperienza di turismo paranormale. Batman dubita che questo Grundy sia l’originale, visto che l’ha arrestato poco tempo prima, e il vero colpevole è esattamente chi si intuiva fosse.
Il canovaccio cambia col terzo capitolo scritto da Ivan Cohen (disegni nuovamente di Dario Brizuela, che mi sembra più efficace di Jeralds pur con delle proporzioni anatomiche incerte): la Mystery Inc. cattura l’autrice di una serie di furti che si sono verificati a Gotham, nientemeno che Catwoman, ma Batman li informa che in realtà non è lei la vera ladra e qualcun altro sta seminando falsi indizi per incolparla. La soluzione viene abbondantemente anticipata, ma la presenza di un villain a me sconosciuto aggiunge un po’ di interesse.
Niente per cui entusiasmarsi, insomma, se non altro qualche gag è divertente.

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