mercoledì 28 marzo 2018

Larry Yuma: L'Ultima Sfida

Mai letto Larry Yuma in vita mia, se non forse su qualche Giornalino prestato alle elementari di cui comunque non serbo il ricordo. Ma questo episodio speciale conclusivo mi intrigava e quindi eccoci qua. Ufficialmente quattro mesi dopo la pubblicazione effettiva, risalente a novembre 2017 – ma a Lucca mica l’ho visto, sennò l’avrei preso là. Siccome viene ribadito in più occasioni che Gualandris vorrebbe disegnare Tex e alla conferenza di presentazione a Lucca venne confermato che lo stava facendo, in effetti è probabile che sia uscito ancora prima di quell’occasione.
Delle 48 pagine del brossurato con bandelle solo 22 sono dedicate al fumetto, le altre presentano varie introduzioni e una lunga intervista al disegnatore Gualandris. Ad aprire le danze c’è un intervento nientemeno che di Mauro Boselli, a sancire idealmente il passaggio del disegnatore alla Bonelli.
La storia, organizzata sulle tre strisce bonelliane, è classica nei contenuti ma molto moderna nella realizzazione, affidandosi principalmente ai disegni e alla inquadrature per raccontare la vicenda senza appesantire la lettura con dialoghi e didascalie – queste ultime sono assenti del tutto.
Non conoscendo Larry Yuma probabilmente mi sono perso più di un rimando alla serie classica: L’Ultima Sfida in sé è un tipico canovaccio western che, contrariamente a quanto potrebbe far intendere il titolo e senza voler spoilerare nulla, non pone necessariamente fine alle vicende del protagonista. Non c’è quindi molto da dire sui testi, sia per la strettissima adesione ai dettami del western sia per non anticipare nulla a chi deve ancora leggere la storia.
È il caso invece di soffermarsi sui bei disegni di Giorgio Gualandris, di cui Allagalla pubblicò già anni fa un compendio di lavori intuendone le grandi potenzialità. Il suo stile è solido e robusto, rispettoso dell’anatomia e dei panneggi delle vesti ma anche dinamico ed espressivo. Solo il protagonista (forse ispirato al volto di Nizzi?) è una maschera d’indifferenza, ma immagino sia una cosa voluta e coerente col suo carattere. Gli interni delle abitazioni, gli sfondi e i panorami sono curatissimi, anche se talvolta fisiologicamente sintetici, e in più di una postura ho ravvisato la passione dichiarata di Gualandris per Claudio Villa. La scelta delle inquadrature è poi, come accennato, molto oculata ed espressiva – essendo anche il frutto di uno scrupoloso lavoro di supervisione da parte di Nizzi, come ricordato nel’intervista.
Curiosamente, la qualità di stampa è pessima. Considerando l’ottimo livello degli altri prodotti Allagalla è probabile che la causa vada ricercata nelle scansioni non ottimali che lo stesso Gualandris ha eseguito, e che rendono tutti i tratteggi frastagliati fino a far sparire i più piccoli o amalgamare malamente quelli più vicini tra loro. Ma poiché questo stesso episodio compare anche nell’ultimo integrale di Larry Yuma, dove sperabilmente è stampato meglio, chissà che non si tratti di una strategia per “invitare” a comprarlo e godere così dei disegni di Gualandris come meritano.

2 commenti:

  1. E' uscito a dicembre a Reggio Emilia. Io lo avevo prenotato a Lucca Comics e l'ho ritirato a Collezionando (ancora devo leggerlo). Il volto di Larry Yuma è ispirato a Clint Eastwood e quindi è giusto che non abbia molte espressioni. Quandi dici che la storia di Gualandris compare nell'ultimo integrale, ti riferisci a quello a colori allegato alla Gazzetta?

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    1. No, intendevo nel numero 10 di Allagalla: non c'è? Peccato per Gualandris, allora.

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