domenica 28 novembre 2021

Fumettisti d'invenzione! - 168

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

 

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)

 

ITALO – EDUCAZIONE DI UN REAZIONARIO

(Italia 2019, © Vincenzo Filosa, drammatico, grottesco)

Vincenzo Filosa

 

Italo Filone traduce e realizza fumetti, ma la precarietà e la frustrazione del lavoro si riverberano nella sua vita quotidiana spingendolo ad assumere droghe e ad avere comportamenti aggressivi con il prossimo, anche con i suoi cari.

Un’autobiografia appena appena mascherata da fiction di Vincenzo Filosa.

 

CINEMA  (pag. 81)


 

LA FRACTURE

(Francia 2021, drammatico, grottesco)

Regia: Catherine Corsini; sceneggiatura: Catherine Corsini con la collaborazione di Laurette Polmanss e Agnès Feuvre, con Valeria Bruni Tedeschi (Raphaëlle Catania), Pio Marmaï (Yann Caron), Marina Foïs (Julie Bataille)

 

Tra la varia umanità che affolla un pronto soccorso francese si incontrano Raphaëlle “Raf” Catania e il camionista gilet jaune Yann. La situazione in ospedale è drammatica, con i sanitari provati da turni massacranti e continui ricoveri.

Raf è una disegnatrice di fumetti, mentre la sua compagna Julie con cui ha litigato (causandosi la frattura del titolo) è la sua editrice.

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

 

ZAPPING ASCENSIONNEL (ZAPPING ASCENSIONALE)

(Francia 1990, in (A SUIVRE), © Casterman, umorismo)

François Boucq

Una famiglia si trasferisce proprio nel palazzo in cui convivono personaggi del mondo del fumetto di tutto il mondo che si sono trasferiti lì a causa della crisi del settore. Passare in rassegna gli abitanti dei vari piani è una goduria (più o meno…) per i nuovi inquilini.

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

 

THE RAVING MANIAC

(Stati Uniti 1953, in Suspence, © Marvel Comics, satira)

Stan Lee [Stanley Martin Lieber] (T), Joe [Joseph] Maneely (D)

In risposta al clima censorio che si era abbattuto sul mercato fumettistico statunitense, Stan Lee realizza una storia breve in cui mette alla berlina un furente censore che si rivela essere solo il pazzo furioso del titolo.

Da notare che Stan Lee si ritrae come il supervisore della testata Suspence e non come sceneggiatore.

Pseudofumetti: nella redazione di Suspence fanno bella mostra di sé le testate Argh Comics, Zombie Chillers, Belvue Comics, Casket Comics e Horror. Un disegnatore porta con sé le tavole della serie The Screams.

18 commenti:

  1. Forse il giovane Stan Lee si vedeva come un Julius Schwartz, l'editor della DC che ha iniziato la Silver Age dei comics di supereroi favorendo la nascita di nuove versioni di Green Lantern e Flash.

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    1. E' una bella storia, chissà se sarà stata tradotta a suo tempo dalla Corno, io non me la ricordo.

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    2. Se lo fosse stata, dovrei mettere pure il titolo italiano, che palle.

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    3. Suspense # 29 dell'aprile 1953. Potrebbe non esser mai stato tradotto dalla Corno. Considera che saltava le storie foriere di ambiguità o problemi. La storia di Cap che va in Vietnam a salvare un soldato fratello di uno suo commilitone di WWII non è stata tradotta nel 1973 quando infuriavano le polemiche nel ns Paese sul conflitto, ma solo nel 1981 al tempo della ristampa Capitan America Gigante.

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    4. Quando ho un po' di tempo vedrò se c'è negli eureka pocket horror. So di averla già letta, ma forse in originale.

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    5. Questo post mi ricorda Lucca: abbiamo un fumetto d'Autore di qualità (autoreferenziale, sì, ma si è visto molto di peggio anche a livello grafico), un film d'Autore francese (forse un po' pretenziosetto) e un divertente fumetto franco-belga, ma la gente vede solo la minchiatina supereroistica - che non è supereroistica ma siamo da quelle parti.

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    6. La gente tende a commentare quello che conosce.
      Io sul divertente fumetto franco-belga, non avendolo letto, al massimo potrei dire che mi ricorda un vecchio episodio di Alan Ford, dove Alan va in un condominio a suonare il campanello di un tale Pill Devis, e gli apre la porta Mandrake. Ma sarebbe un commento inutile (come quello su Maneely, pensandoci bene).

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    7. Bell'aneddoto del/sul Bunker! :D altro che commento inutile!
      Io faccio i salti mortali per mettere meno roba statunitense nei Fumettisti d'invenzione, ma per la più facile accessibilità e la loro proverbiale mancanza d'ispirazione che porta a derive meta- qualcuno ci scappa sempre.

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    8. Forse era "QUANDO IL Q CUORE FA BI-BIM BA-BAM " n. 32. Alan Ford finge di essere un sondaggista. A Mandrake chiede se non sia il caso di rendere il mondo meno ecologico ed il mago che è " in bolletta " crede che lo prenda per il lato b e che gli chieda di " stroncare il verde " e lo scaccia scatendano un micro fulmine mentre Lothar assonnato chiede se deve picchiare l'intruso. Ad un altro piano incontra Magnus a cui chiede cosa ne pensa dei fumetti neri e degli orfani. Letto oltre 40 anni fa e naturalmente potrei sbagliarmi.

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    9. Sì, era quello, bella memoria.

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    10. Gli algoritmi incamerano, gli algoritmi restituiscono.

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    11. Credo di aver letto Circus come primo Alan Ford di Magnus & Bunker nel 1978 quando avevo dieci anni ed il dinamico duo era già sciolto. Dopo Supergulp fumetti in tv avevo acquistato un paio di AF disegnati da Piffarerio. Circus e soprattutto Il Giorno della Befana ( un giudice ed un sindaco scommettono su quanti candidati sceriffi dell'altro possono piallare ) furono una piccola epifania perchè - al pari, ma in modo diverso dagli albi giganti in b/n della Corno come Corriere della Paura e Shang-Chi - mi facevano sentire + vecchio e sagace. Oggi che sono abbastanza vecchio da sapere di essere anche + tonto di allora, capisco il fascino de Il Morto sul ns anfitrione perchè faccio fatica a rileggere un AF ( anche uno tra i primi 75 ) come se tornassi in una bettola dove avevo preso una scuffia. Preferisco alcuni Kriminal e Satanik appena precedenti in cui M&B potevano sperimentare ed infilare il surreale in una pagina, il noir nella seguente, il melodramma nella successiva. Una idea per Filosa e magari Francesco Guarnaccia: Algo è un delinquente di piccolo cabottaggio in una Milano anni 70 scorso secolo, guida una Ritmo, attende il Grande Krimine, il suo cuore fa bimbumbam per la bella Memory, contabile della mala. Non ha nessuna chance di arrivare da qualche parte, ma non lo sa. Tascabile in b/n.

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    12. "Gli algoritmi incamerano, gli algoritmi restituiscono."

      Ecco, allora l'algoritmo è meglio del parlamentare.
      A bientot.

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    13. Ne consegue che Crepascolo è meglio del parlamentare.

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  2. Ricordo Joe Maneely come disegnatore delle storie del primo Black Knight - mi sembra come "ultima portata " del quattordicinale del Mitico Thor. Aveva senso pubblicarle lì perchè un discendente del primo Cavaliere Nero era uno dei Signori del Male di Zemo, nemici dei Vendicatori ed il nipote del criminale era il Cavaliere Nero "buono" poi Vendicatore poi compagno della Eterna Sersi nel ciclo anni novanta di Harras/Epting/Palmer e credo che il personaggio sia anche nel recente film Eternals. Chissà e gli eredi di Joe Maneely avranno avuto modo di accampare dei diritti sulla creazione del personaggio da cui deriva il Dane Whitman di Roy Thomas & John Buscema...

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    1. Da una rapidissima ricerca su di lui per scoprire eventuali pseudonimi ho scoperto invece che é morto giovanissimo, poveretto.

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