Accanto a volumi dal taglio più popolare (cosa che non esclude ampi margini di manovra nei testi) come quelli di Gillon e Fernandez la collana dei «Relatos del Nuevo Mundo» ha presentato opere dalla forte connotazione autoriale come questa: il compianto Carlos Nine aveva una personalità grafica esplosiva e forse poco “potabile” per il grande pubblico. Eppure venne scelto per questa collana che immagino abbia avuto un’amplissima diffusione.
Expediciones al Pacifico narra di come Alvaro de Mendaña (mai coperto) guidò dal Perù varie esplorazioni marittime per ritrovare e colonizzare le isole dove era approdato vent’anni prima, le Salomone. Impresa tutt’altro che facile perché nessuna delle molteplici isole che trova sulle sue rotte si rivelano essere quelle giuste e i rapporti coi nativi sono molto problematici. Al seguito ha la consorte Doña Isabel Barreto e qualche altro uomo fidato, ma il malcontento dell’equipaggio rischia più di una volta di sfociare in ribellione. Per fortuna l’approdo su un’isola vulcanica placa gli animi, peccato che neanche quella sia la meta sperata. E anche quando le cose sembrano mettersi al meglio, ovvero viene fondata la colonia di Santa Cruz, l’indisciplina sfocia nella lotta contro gli indigeni in spregio a quanto imposto da Mendaña. Senza più l’appoggio degli indios di Malope, assassinato, la colonia versa in condizioni drammatiche e una volta morto Mendaña la responsabilità del governo ricade su Isabel, che diventa quindi la Adelantada del titolo.
Non è facile riassumere un’odissea che si svolge dal 1567 al 1596 nella canoniche 46 tavole di un albo alla francese e Jorge Zentner sceglie giustamente di riassumere certe sequenze con didascalie. Non si tratta però di un approccio valvolinico: i testi non si limitano ad accompagnare i disegni ma dialogano con loro. Inoltre molte sequenze sono interamente mute, non mancano parti dialogate e su tutta la storia aleggia la presenza di un narratore misterioso che racconta la vicenda e dice di trovarsi all’interno di un baule. La rivelazione di cos’è mi ha un po’ deluso, ma forse per un lettore spagnolo riveste una certa rilevanza simbolica.
I disegni di Carlos Nine sono una delizia. I suoi corposi e accesi acquerelli e le sue anatomie a volte caricaturali senza mai diventare ridicole riescono a smorzare la drammaticità delle sequenze più cupe in cui la violenza, la fame, la morte o la malattia la fanno da padrone. A causa delle ricordata necessità di sintesi Expediciones al Pacifico si legge piuttosto rapidamente, il che può essere un incentivo a soffermarsi poi con calma sulle vignette di Nine.
Introduzione e «referencia historica» di Roberto Ferrando.

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