Mi ha fatto l’occhiolino dagli scaffali delle offerte della fumetteria e ho ceduto.
Sulle prime pensavo si trattasse di un volume con cui a suo tempo (2015) la Star volesse inserirsi nel filone del Romanzi a Fumetti della Bonelli ma non è così, o almeno non è solo così: si tratta di una uscita speciale promossa in occasione dell’Expo di Milano per raccontare la filosofia alla base del Parco Nord.
La cornice della storia è l’ennesima rivisitazione di 12 Angry Men (d’altra parte lo sceneggiatore Silvio Da Rù viene dal teatro): nel 1967 il consiglio comunale di Milano si riunisce per decidere del futuro dell’area dell’ex-Breda, preda del degrado di cui ci sono stati mostrati esempi nelle prime pagine (criminalità, discariche, residuati bellici). I 12 convenuti sono quasi all’unanimità concordi nell’autorizzare il piano regolatore che cementificherà la zona. Quel “quasi” è l’unico che si oppone, presentato semplicemente come l’Architetto, che l’introduzione di Giuseppe Di Bernardo spiega essere ispirato a Francesco Borella. Siccome la delibera sarà valida solo se decisa a maggioranza assoluta, ciò crea uno scompiglio di cui viene chiesta ragione all’Architetto. Per tutta risposta lui comincia a raccontare la storia di Milano dal IV secolo avanti Cristo fino alle alterne vicende dell’industria di Ernesto Breda, mescolando fatti storici con abbondanti iniezioni di miti, leggende e folklore in cui una costante sono gli animali parlanti raccolti attorno alla quercia Etherna. L’epilogo ci porta al 2015 con una comparsata di Tomaso Colombo, Responsabile Servizio Vita Parco che ha contribuito al soggetto.
La narrazione si affida spesso a sequenze interamente mute ma indulge anche inevitabilmente in parti prettamente didascaliche. Si tratta però di quel didascalismo che avvince e coinvolge perché i fatti narrati sono incalzanti e lo stile è asciutto e piacevole. Da pagina 111 la testimonianza del continuo avvicendarsi di nuovi governatori di Mediolanum/Langobardia Maior/Mediolani offre l’occasione per riflettere con amara ironia sulla ciclicità delle ambizioni umane che rimangono fondamentalmente sempre le stesse.
La parte grafica è affidata a Beniamino Delvecchio. Le sequenze coi consiglieri comunali sono realizzate al tratto e a mezzatinta digitale. Forse a causa della mole di lavoro (si tratta di ben 208 tavole) a volte l’anatomia è incerta ma nel complesso il lavoro è abbastanza dignitoso. Le altre parti di cui si compone il volume sono più che altro delle elaborazioni digitali, a colori o in bianco e nero. Purtroppo sono quelle più penalizzate dalla carta porosa che smorza i colori e appiattisce le sfumature, rendendo difficoltoso distinguere gli elementi più scuri.
La copertina (con quell’effetto per cui uno strato aggiuntivo di plastificazione lucida evidenzia alcuni dettagli) è stata realizzata da Gian Luca Elasti, vincitore del concorso indetto appunto per scegliere la copertina del volume.

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