Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ipotetica ricognizione sulle serie inedite di Wood che comincia oggi è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa operazione potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.
Dave y
Rio
È vero che molte di quelle che poi sarebbero state sviluppate come serie in origine erano storie autoconclusive (vedi il caso esemplare di Historia para Lagash che darà il via alla saga di Nippur) ma in questo caso mi pare evidente che in redazione vollero nascondere il fatto che si trattava di storie collegate. Anche gli sceneggiatori cambiano di episodio in episodio e prima di stabilizzarsi con Robert O’Neill alcuni sono scritti da Roberto Monti – ovviamente si tratta sempre di Robin Wood. D’altra parte, da quello che ho potuto vedere, fino ai primi anni ’70 la Columba pubblicava pochissime serie dichiaratamente tali (tra cui strisce statunitensi che evidentemente erano già conosciute e apprezzate) e magari erano delle serie-ombrello in cui ogni episodio era a se stante: Años sin Ley, Idolos del Futbol, ecc. Forse all’epoca si pensava che dei personaggi fissi avrebbero allontanato un pubblico che si sarebbe sentito obbligato a non perdere un numero o, al contrario, a comprare solo quei numeri in cui compariva il personaggio preferito. Questa impostazione cambierà drasticamente nel corso degli anni ’70, con le serie che avrebbero preso nettamente il sopravvento sugli unitarios, reali o fittizi che fossero. Ma torniamo a Dave y Rio.
Johnny Rio e Dave Booth sono due compari che cercano di ritagliarsi un posto al sole nel mitico Ovest americano; sarebbero vaqueros ma esordiscono come guardie per le diligenze della Wells & Fargo. Sfilano quindi un po’ tutti gli stereotipi del genere western (il bandito messicano, il “piedidolci” che viene dall’Est, il gambler, addirittura un presagio della sfida all’OK Corral, ecc.). Nonostante la base della serie sia il buddy movie, che Wood frequentò egregiamente in altre occasioni, la distinzione tra i due personaggi non è poi molto marcata: Rio è texano, biondo e un po’ faceto mentre Dave (la voce narrante) è moro e più avveduto e viene dall’Alabama. Ciononostante, pur non potendo approfittare di un fraseggio tra due protagonisti agli antipodi, la serie ha un bel brio e presenta delle situazioni divertenti e originali, cosa non comune in un western – soprattutto di sessant’anni fa.
Da evidenze internettiane risulta che la serie si componga di 10 episodi, l’ultimo dei quali pubblicato a mesi di distanza dal nono. Non mi risultano riprese da parte di altri autori come invece avvenne per praticamente tutte o quasi le serie di Wood.
Le tavole sporche e abbozzate di Dalfiume possono generare fastidio o interesse a seconda dei gusti e dell’umore del singolo lettore.
Una curiosità: nell’elenco delle sue serie presentato su Fumo di China 26 Robin Wood segnalò una Dave y Booth, che con ogni evidenza era invece questa.


Mah, secondo me il blog lo mandi avanti ancora piuttosto bene. Diciamo che c'è di peggio, via.
RispondiEliminaA propos, secondo l'Ufficio Ricerche Minerarie & Perdite di Tempo del Comune, l'accesso alla Volta Paoli sarà ripristinato in tempo per LC&G.
Sempre ammesso che nel frattempo non entriamo in guerra.
Sull'eventualità di una terza guerra mondiale ti rimanderei all'ultimo post di Salvatore, ma vedo che hai già provveduto.
EliminaVedi che lo mandi avanti bene il blog?
EliminaIntanto, resti il più veloce a rispondere ai commenti, sebbene anche Salvatore oggi sia stato rapido.
Se tu fossi un prete (scusa, deformazione professionale) saresti, per dirla con Pino Zac, "L'aspersorio più veloce del West"
Quasi quasi prendo i voti.
EliminaAh, beh, sì beh ...
EliminaDiciamo la verità, un po' la faccia da prete ce l'hai...
Per la verità, un po' mi hai sempre ricordato il Lattemiele della Compagnia della Forca... "Piacente e ottimista"... 😆
Ma Lattemiele è biondo e non ha la barba. O almeno così lo ricordo. Peraltro fa una fine assai brutta se ricordo bene.
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