Non esattamente il gioco di ruolo che mi aspettavo da Nigredo Press. In questo volumetto di 64 pagine abbiamo infatti principalmente regole e tabelle, ciò non toglie che lo spunto sia piuttosto suggestivo anche se non proprio originalissimo.
Ci troviamo in un Medioevo horror in cui è molto forte la presenza della religione e i personaggi vagano per questo mondo incappando potenzialmente anche in demoni o bocche dell’inferno. Non viene spiegato nel dettaglio cosa li spinga né vengono forniti scenari o spunti d’avventura quindi quale sia il loro ruolo è per il momento molto vago. Dalla quarta di copertina apprendo che il gioco usa il “Panic Engine” che presenta un sistema dettagliatissimo per creare i personaggi e fornisce tabelle su tabelle per determinare gli effetti della denutrizione, del clima estremo, delle malattie, ecc. includendo anche particolari precipui dell’ambientazione come l’effetto di esorcismi, filatteri, preghiere, ecc.
Le meccaniche di gioco si basano sul dado percentuale e a differenza di praticamente tutti gli altri giochi di ruolo un doppio zero vale appunto come 0 e non come 100. Il sistema di combattimento prevede anche colpi critici. Tanto dettaglio e tanta dedizione fanno sicuramente piacere, solo che avvicinano Ruination Pilgrimage a un gioco di ruolo mainstream piuttosto che alla proposta meno canonica che mi sarei aspettato da Nigredo. C’è persino la dinamica di Vantaggi e Svantaggi identica a quella della Quinta Edizione di Dungeons & Dragons, e nel combattimento ho ravvisato delle similitudini con la meccanica di Warhammer per cui i colpi critici (qui Ferite) cominciano ad accumularsi dopo aver perso i punti di Salute.
La descrizione dell’universo narrativo di Ruination Pilgrimage è demandata a qualche trafiletto laterale posto accanto al corpo delle regole. Si tratta di imbeccate suggestive ma fisiologicamente non esaustive, giusto delle pennellate per creare l’atmosfera. Inoltre le ultime pagine ospitano solo una preview del pubblicando Bestiario della Rovina, lasciando quasi del tutto a bocca asciutta i giocatori in merito ai mostri da usare nel gioco. Ciò detto, la dinamica della Disperazione è sicuramente più determinante degli scontri fisici e non è che si avanza di livello macellando nemici.
Questa proposta di Donn Stroud (cui ha collaborato James A. Pozenel Jr.) ha sicuramente il suo fascino ed è ulteriormente arricchita dalle illustrazione di Adam B. Forman e (presumo solo per l’edizione italiana) dalla bellissima mappa di Fernando Salvaterra e dalle armi disegnate da Francesco Accordi. Il sistema è molto dettagliato ma di facile apprendimento, l’ambientazione (per quanto solo accennata) interessante, la confezione ottima come nei canoni dell’editore. Trovo però che a Ruination Pilgrimage manchi quel quid che potevano essere la profondità dell’ambientazione di The Electrum Archive, l’ambizione letteraria di Cthulhu Bay, la suggestione di Choro Gaiden, l’elegante semplicità di Yokai Hunters Society, la follia psichedelica di quel gioco senza nome.

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