giovedì 24 dicembre 2020

Eroi in Crisi

Ennesima Crisi della DC Comics (ormai ne faranno una all’anno o giù di lì), questa storia parte almeno da premesse originali: la trinità dell’universo DC ha predisposto una struttura isolata con tecnologia kryptoniana in cui i supereroi possono andare a sfogarsi come dallo psicanalista per liberarsi dai traumi che altrimenti potrebbero farli deragliare. Nello specifico, la tecnologia permette di creare un ambiente virtuale a piacimento del “paziente”.

Ma qualcuno (o qualcosa) è riuscito a localizzare il posto e a superarne le difese e ha ammazzato i vari ospiti che si trovavano lì in quel momento. Chiaramente a farne le spese sono le mezze calzette dell’universo DC, quelli la cui mancanza non pone problemi di continuity o rimpianto nei fan. Alcuni non so nemmeno se esistono veramente o se sono stati creati appositamente per questa miniserie. La succitata trinità (Superman, Batman e Wonder Woman) indaga per arrivare al bandolo della matassa ma nel frattempo anche Booster Gold e Harley Quinn, aiutati poi da Batgirl e Blue Beetle, indagano perché devono scagionarsi dalle rispettive accuse di questo genocidio.

Nel mentre la notizia dell’esistenza di questo Santuario è stata diffusa mettendo a repentaglio la credibilità degli eroi, che si vorrebbero sempre sicuri di sé e privi di debolezze.

Ovviamente l’elemento investigativo della storia la fa seguire con interesse, per il resto Tom King scrive con brio senza esagerare con le battute cool (anche se qualcuna c’è) e caratterizzando molto in profondità i personaggi senza farli blaterare troppo. Queste qualità vengono in parte vanificate dai molti riferimenti a situazioni precedenti che non conosco e che, pur non essendo indispensabili per apprezzare la trama portante, hanno una certa influenza su di essa. A inframmezzare il flusso della narrazione ci sono tavole con gli eroi al “confessionale”, secondo un canone abbastanza comune usato anche in un film per ragazzi sulla Justice League che intravidi anni fa. Anche la soluzione del mistero, per quando accessibile anche così, richiede un minimo di conoscenza dell’universo DC che io non ho. Anche per questo non l’ho apprezzata molto, oltre che per tutti i problemi di sospensione dell’incredulità che comporta. Come non è molto apprezzabile la fastidiosa Harley Quinn, solo un po’ meno ridicola e irritante della sua controparte maschile Joker.

Sicuramente molto buoni i disegni di Clay Mann, che però non va oltre le matite e si vede. Purtroppo non è riuscito a fare tutto il lavoro da solo ed è stato occasionalmente (anzi, assai spesso) aiutato da disegnatori dignitosi, se non molto bravi a loro volta, ma non altrettanto spettacolari: Lee Weeks, Travis Moore, Mitch Gerads e Jorge Fornes.

Boh, poteva essere un fumetto interessante, e in parte lo è, ma per i miei gusti è troppo compiaciuto del suo rimestare nella mitologia DC Comics.

3 commenti:

  1. Beh, della lista dei morti ammazzati conosco solo Poison Ivy e Wally west, che non è propriamente un piccolo calibro. Poi immagino che a tempo debito verrà in qualche modo fatto rivivere... il buon vecchio effetto Lazzaro è inflazionatissimo nei supertipi.

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    1. La lista a cui hai attinto non è proprio correttissima ;)
      Non aggiungo altro per non spoilerare.

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